La “Via Pulchritudinis” …con Jean Baptiste Greuze

Il chitarrista (1760) di Jean Baptiste Greuze (1725-1805), conservato al Museo delle Belle Arti di Nantes

Un chitarrista sta accordando la sua chitarra, che, con ogni probabilità, è anche il suo strumento di lavoro. Da come è vestito si capisce che forse è solito esibirsi nelle piazze. E’ dunque un uomo di spettacolo, un uomo che deve allietare.

Ma ciò che colpisce è il suo sguardo. E’ uno sguardo attento per potersi bene concentrare e quindi adeguatamente accordare? No, sembra piuttosto uno sguardo preoccupato. Forse qualcuno sarà entrato nel suo locale. Forse la moglie gli avrà dato qualche triste notizia. E’ uno sguardo che non è “accordato” alla melodia che uno strumento come quello che ha tra le mani solitamente offre.

Egli sta accordando, ma il suo sguardo non è “accordato” alla serenità.

E’ il perenne destino della condizione umana; una condizione che spesso anela affinché tutti, soprattutto i propri cari, siano sereni, ma che poi deve ineludibilmente imbattersi con la disarmonia del dolore.

Di lì a poco, con la chitarra perfettamente accordata, quell’uomo donerà un po’ di serenità a chi ascolterà la sua musica, ma intanto il suo animo -forse- sarà nella prova.

Quando davvero tutto sarà in armonia?

Quando davvero tutto sarà perfettamente accordato?

Quando non si vivrà più per se stessi, ma per Colui che è l’unica ragione di ogni possibile armonia. Colui che risolve ogni discordanza. Colui che davvero accorda nell’eterno l’esistenza di ognuno con la ragione dell’essere.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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