La “via pulchritudinis” con Josef Israels

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che è importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”, che non solo soddisfa pienamente l’intelligenza con la sua inappuntabile logica, ma anche il cuore con il suo costitutivo e irresistibile fascino. Ed ecco perché le nostre meditazioni devono muovere anche dalla contemplazione della Bellezza, utilizzando quella che si è soliti definire la “Via Pulchritudinis”… appunto: la “Via della Bellezza”, che è il Terzo Sentiero de “Il Cammino dei Tre Sentieri”


Pescatrice con Bambino, di Josef Israels (1824-1911)

L’attesa è connaturata all’uomo.

Solo l’uomo attende, perché solo l’uomo sa di esistere e sa di amare.

Sa di amare…

La giovane mamma è sulla soglia della casa. Il bimbo è sereno. Ma lei no. Sul suo volto c’è uno sguardo triste e preoccupato. Attende, forse, chi ancora non è tornato. O che forse non tornerà più.

In questo dipinto il vero protagonista è l’assenza. L’assenza di chi quello sguardo triste invoca.

E invoca non solo per lei. Invoca affinché la serenità di quella piccola creatura, che adesso riposa placidamente, possa non rompersi per una mancanza.

La donna riflette su questo e osserva il mare.

Quel mare che nutre, che fa vivere, ma che forse in quel caso ha rapito e ferito.

C’è un modo perché l’attesa possa avere comunque un senso? Possa avere comunque un senso anche quando nessuna speranza umana ha senso?

Sì… se l’attesa sfonda il tempo per “costringersi” nell’eternità.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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