La “via pulchritudinis” con Marcantonio Franceschini

Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri siamo convinti che sia importante ribadire che Dio è Somma Verità, Somma Bontà e Somma Bellezza. Che la Verità Cattolica non solo è “vera” ma è anche “bella”, che non solo soddisfa pienamente l’intelligenza con la sua inappuntabile logica, ma anche il cuore con il suo costitutivo e irresistibile fascino. Ed ecco perché le nostre meditazioni devono muovere anche dalla contemplazione della Bellezza, utilizzando quella che si è soliti definire la “Via Pulchritudinis”… appunto: la “Via della Bellezza”, che è il Terzo Sentiero de “Il Cammino dei Tre Sentieri”

Marcantonio Franceschini (1648-1729), L’angelo custode, anno 1716

Chesterton dice che il grande mistero della vita dell’uomo è tanto l’essere piantato bene a terra quanto il tendere verso l’alto. A tal proposito, lo scrittore inglese utilizza l’immagine di un albero maestoso che ha le radici ben profonde nel terreno, ma le fronde che sono talmente in alto da quasi sfiorare il cielo.

La verità dell’angelo custode s’inserisce in questa duplice e contrastante tensione.

Il Dio cristiano non solo esiste, ma c’è. Non è deisticamente indifferente. Ama l’uomo e viene in suo soccorso.

Un soccorso principalmente fatto dalla sua venuta nel mondo …ma anche dal dono di un aiuto angelico.

Ognuno di noi è il bambino del dipinto di Franceschini.

Ognuno di noi è “nudo” come quel bambino, cioè spoglio di tutto, incapace a sostenersi, a reggersi tra le spinte angustianti dell’esistere.

Ma per ognuno di noi c’è un aiuto che sa compiere una duplice opera: indicare il cielo e robustamente afferrare il braccio.

La figura dell’angelo di Franceschini è pienamente rispondente alla verità di fede.

L’angelo è sì puro spirito, ma è forte, tenace, robusto, perché deve aiutare nella lotta contro chi, volendo avversare la Provvidenza di Dio, è altrettanto forte, tenace e robusto.

Il simbolico corpo con cui l’angelo è rappresentato è tutt’altro che gracile: ha una sua rasserenante consistenza.

E in quella consistenza sa compiere una duplice, quasi contrastante azione: indicare con leggiadrezza il cielo, ma anche materialmente e robustamente afferrare il braccio del suo protetto …stringerlo forte, per non farselo sfuggire.

Una stretta muscolare per indicare un destino celeste.

Intanto, alle spalle, proprio un albero, con le radici profonde nel terreno e le fronde quasi a sfiorare il cielo, sembra osservare la scena e quel mistero confortante.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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