La Borraccia n.108

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Dormivo sopra un asse o sopra bastoni nodosi, e poi mi battevo con la disciplina, cercando rimedio ai conflitti e ai dolori che sentivo dentro me. Tutto quanto potevo soffrire esteriormente, sebbene le umiliazioni e le contraddizioni (…) fossero continue e aumentassero invece di diminuire, mi pareva un sollievo in confronto alle pene che soffrivo dentro me e che mi facevo violenza per sopportare in silenzio e tenere nascoste, come il mio buon Maestro m’insegnava. (…). Trascorrevo le notti nella stessa afflizione del giorno, versando lacrime copiose ai piedi del crocifisso, il quale mi rivelò (senza che io ne capissi molto) che voleva divenire il Padrone assoluto del mio cuore e voleva rendermi in tutto conforme alla sua vita sofferente. (…). Da quel momento il mio animo fu così penetrato da tale pensiero, da desiderare che le mie pene non avessero mai fine.
(Santa Margherita Maria Alacoque – Autobiografia)

I SORSI

1

Cari pellegrini, un’antica leggenda narra di un figlio violento che si scagliava continuamente contro la propria mamma. Questa pregava sempre per lui, ma non otteneva nulla; anzi il giovane era ancora più violento e ribelle. Un giorno arrivò all’inaudito: uccise la propria madre. Si caricò del cadavere e di notte andò a sotterrarlo in qualche luogo dove non poteva essere scoperto. Mentre però era caricato del peso, forse per il buio, inciampò su un masso e quasi stava andando a finire in un burrone, quando sentì la voce della madre che improvvisamente gli disse con grande amore: “Stai attento, figlio mio!” Il giovane si bloccò, il suo viso impallidì, iniziò a tremare tutto, fin quando –lui che era stato sempre così violento, egoista e insensibile- scoppiò a piangere. S’inginocchiò dinanzi al cadavere della madre e rimase lì per lungo tempo. Aveva capito che, malgrado quello aveva fatto, la donna continuava ad amarlo e a pregare per lui. Fu così che il giovane cambiò vita e decise di impegnarsi per pagare tutti i suoi tanti e gravissimi peccati.

2

Cari pellegrini, santa Margherita Maria Alacoque, di cui sono le parole che fanno da acqua di questa borraccia, è la grande “apostola” della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Ella fu beneficiata di tante apparizioni in cui Gesù la consolava nelle sue sofferenze e le dava messaggi per la Chiesa e per il destino dell’umanità.

3

Di quello che Gesù le disse sulla devozione al Suo Sacratissimo Cuore sappiamo abbastanza; poco invece si sa delle terribili sofferenze a cui il Signore la chiamò per renderla quanto più simile a Lui e degna della missione a cui l’aveva investita.

4

Ecco una grande questione: il mistero della Croce che salva il mondo e che segna chiaramente l’amore che muove il mondo.

5

Il Dio cristiano non è solo un Dio che esiste e per questo razionalmente conoscibile (la “causa prima” della buona filosofia), ma è anche un Dio che c’è nella vita dell’uomo, che è presente nella storia umana, non per annullarsi nella storia (come vorrebbe certa teologia contemporanea), bensì per orientarla e governarla.

6

Possiamo dire che per il Cristianesimo ciò che muove la storia di tutti gli uomini e di ognuno di noi non è solo il Logos ma anche il Cuore di Dio. Anzi, Logos e Cuore sono in Dio indissolubilmente uniti.

7

I frutti, però, di tutto questo dipendono dalla corrispondenza di ognuno di noi: il nostro cuore deve orientarsi e “sintonizzarsi” sul Cuore di Dio.

8

E così i santi (tutti i santi) –anche santa Margherita- hanno vissuto –chi più chi meno- la corrispondenza dell’amore di Dio nell’esperienza della sofferenza.

9

Cari pellegrini, torniamo alla leggenda da cui siamo partiti. La sofferenza non solo non è inutile, ma diventa il “cuore” di tutto; come abbiamo già detto: diventa il “motore” autentico della Storia. Se quella povera donna non avesse offerto al Signore le sue sofferenze, non avrebbe ottenuto dal Signore la grazia per poter intervenire e salvare il proprio figlio da dannazione sicura.

10

Dopo il peccato originale, l’universo regge sul Cuore (di Dio) e sui cuori (dei santi).

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo di poterle ben capire queste cose; ma soprattutto di poterle davvero vivere.
Quanto è grande la mia impazienza: per un nulla, per un minimo disagio, reagisco. Quando invece Tu vuoi che il motore che deve muovere la storia sia proprio la sofferenza di ognuno di noi offerta al Tuo Sacratissimo Cuore.
Signore, a riguardo, convertimi!

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, Tu che hai generato nella carne il Sacratissimo Cuore di Gesù, Tu che, quando Egli era ancora piccolino, sentivi il suo cuoricino battere forte, forse dopo un gioco, dopo una corsa; Tu che già allora sapevi che quel piccolo cuore che batteva nel petto del Bambino era il cuore che dall’eternità pensava, amava e avrebbe mosso tutto l’universo, dammi la forza affinché il mio fragile cuore possa sintonizzarsi su quello del Tuo Divin Figlio.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

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