La Borraccia n.117

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Andate dunque, avrete molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà di vostro conforto.
(La Vergine ai Pastorelli di Fatima – Apparizione del 13 maggio 1917)

I SORSI

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Cari pellegrini, c’è una bellissima storia di cui è stato protagonista un giovane beneventano, Marco Santamaria (la foto lo raffigura), morto in concetto di santità nel 2010. Aveva appena 23 anni. Una storia che non si sbaglierebbe nel definirla “eroica”. (C’è un sito a lui dedicato:http://www.marco-santamaria.it/index.php/).

2

Brevemente. Marco aveva una santa mamma a cui era molto legato. Una donna impegnata nella fede e nell’apostolato. La famiglia era composta da lui, dalla mamma, da una sorella più piccola e dal papà. Purtroppo le cose economicamente bene a causa della disoccupazione del papà e la mamma era casalinga. Ma era una famiglia molto unita e soprattutto legata nella preghiera e nella fede. La mamma, pur essendo ancora giovane, si ammala di cancro e nel giro di poco tempo, nel 2008, muore. I tre rimangono soli. Il dolore di Marco è forte, ma la sua fede lo fa reagire serenamente. E’ ligio nello studio universitario e ha anche la passione per i giornalismo sportivo. Continua a fare convintamente apostolato. Poi accade che scopre anche su di sé i segni del cancro, ma non dice nulla, preferisce tenere all’oscuro la famiglia. Passa un anno, nessuno si accorge di nulla. Marco è perfettamente consapevole della gravità del male, ma, senza far trasparire nulla, continua serenamente a studiare, a scrivere su un giornale locale, a pregare e a fare apostolato. Poi il male si aggrava e non può fare a meno di dirlo… ma quando il papà gli chiese: “Marco, perché non me lo hai comunicato subito?” Il giovane rispose come se fosse la cosa più ovvia e giusta: “Papà, avevi da poco finito di soffrire per la mamma… non volevo dare ancora preoccupazioni a te e a Valentina (la sorella).” Marco, in ospedale, ricevette anche la visita del Vescovo di Benevento il quale gli comunicò che avrebbe fatto pregare per la sua guarigione, ma il giovane gli rispose: “Eccellenza, faccia piuttosto pregare affinché possa fare una santa morte.” Un eroismo nella fragilità della gioventù; e che eroismo!

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Cari pellegrini, l’acqua di questa borraccia riporta le parole della Vergine che a Fatima già nella prima apparizione comunicò a Lucia (10 anni), Francesco (8 anni) e Giacinta (7 anni) quanto avrebbero dovuto soffrire, ma che nello stesso tempo la Grazia di Dio non li avrebbe abbandonati, anzi sarebbe stato il loro conforto e la loro forza.

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Ciò che interessante nelle parole della Vergine è che la previsione della sofferenza si sposa con l’azione. La Vergine dice sì che i bambini dovranno soffrire, ma dice anche che dovranno agire, pregare, parlare delle apparizioni anche a costo di non esser creduti…

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La sofferenza, accettata e offerta al Signore, non solo non paralizza, non abbatte, ma diventa una spinta in più per agire, e per agire anche eroicamente: i bambini di Fatima arrivarono a fare sacrifici inauditi.

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A testimonianza di ciò che stiamo dicendo, fa fede la vita di tanti santi, le cui sofferenze spesso si sono conosciute solo dopo la morte, e nessuno immaginava che le avessero, tanto erano attivi, sereni, disponibili alla totale offerta di sé.

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Anche riflettendo su questo, diventa chiaro quanto i nostri tempi siano intrisi di menzogna. Si pensa che l’uomo possa trovare dentro di sé le risorse per affrontare le prove più difficili. Ma come l’uomo può dare a se stesso ciò che non ha? Se non c’è l’aiuto dell’Onnipotente non c’è la Potenza, se non c’è l’aiuto di Colui che è davvero Forte, non c’è la Forza.

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Bambini come i pastorelli di Fatima o giovani come Marco Santamaria (e ce ne sono tanti altri) nella loro fragilità esprimono una dimensione eroica che farebbe impallidire anche l’uomo in natura più coraggioso, ma che è terribilmente solo, povero e debole, perché lontano dalla Grazia di Dio.

Al Signore Gesù

Signore, dammi la tua Grazia affinché possa sempre fare la tua volontà in qualsiasi prova che Tu permetterai nella mia vita.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, io non ho la santità dei Pastorelli di Fatima. Sono quello che sono.
Ti chiedo, però, di essere a tuo fianco, affinché possa ricevere la Grazia del tuo Divin Figlio a conforto e come forza del mio agire.
Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "La Borraccia n.117"

  1. Grazie, per avermi fatto conoscere questa meravigliosa storia di santità.
    Ho visitato il sito da Voi consigliato, e ho letto tutta storia di questo eroico ragazzo radicato nella Fede.
    Sia lodato Gesù Cristo

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