La Bisaccia n.19

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica. 

Ogni cerchio tracciato attorno a Te, spinge il compasso fuori dal tempo.

(Ranier Maria Rilke)

Il compasso richiama non solo l’idea del cerchio, ma anche quella del circoscrivere, cioè del racchiudere.

Tracciare un “cerchio” intorno a Dio, vuol dire “conquistare” Dio.

Ma Dio può essere “conquistato”?

Può l’Onnipotente essere fatto proprio?

Se di Dio si ha un giusto concetto, sì… Dio può essere “conquistato”.

Si tratta di un paradosso possibile perché è voluto da Dio stesso.

Il Dio cattolico (perché Dio è cattolico!) è un Dio che vuole essere amato fino alla pazzia: la pazzia di una creatura limitata che possegga Lui, che è l’Illimitato.

D’altronde un Dio che si fa veramente bambino, un Dio che si fa pezzo di pane e si fa mangiare, un Dio che con la Grazia ci vuole partecipi della Sua stessa Vita, è un Dio che esige il paradosso…

…e il paradosso del possesso di Dio diviene “compasso” che si apre all’eterno: uno strumento che dovrebbe circoscrivere, diviene strumento per riempire di Infinito… il finito.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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