Le “difficoltà” dell’attuale governo …e il bambino che si porta via il pallone

Sarà capitato a molti un’esperienza un po’ ridicola quando si era bambini e si giocava a pallone nel cortile sotto casa o in qualche campetto di periferia. Il pallone era stato portato da un compagno, ma questi giocava nella squadra avversaria. Soccombendo la sua squadra, questi che faceva? Interrompeva il gioco, prendeva il pallone e se ne andava …e addio divertimento! Il motivo? Non gli andava di perdere.

Situazione comica, ma comprensibile: i bambini sono bambini. Si tuazione, invece, che diventa tragico-comica se trasferita nel mondo degli adulti. E soprattutto degli adulti importanti. Di quelli potenti, di quelli che tirano le fila di sistemi importanti.

Quello sta accadendo in queste ore richiama la ridicolaggine del bambino che, stufo di perdere, si porta via il pallone.

La democrazia (su cui andrebbero fatti tanto distinguo, ma non è questo il momento) o c’è o non c’è. La democrazia o conta qualcosa o nulla. Tertium non datur …cioè non c’è una terza possibilità.

A nostro parere, l’attuale governo, in queste ore, non solo fa bene a tener duro, ma fa benissimo. Possiamo chiamarlo come vogliamo, possiamo fare appello a tante sofisticherie economico-finanziarie, ma ciò che sta accadendo è chiaro. Si vuole far capire che i governi non contano nulla, che il voto popolare vale quanto il 2 di briscola, che tutto serve solo come specchietto per le allodole per evitare che la gente capisca. Ma che in fin dei conti a detenere il vero potere è l”economia e la finanza.

Forse qualcuno starà storcendo il naso a ciò che stiamo dicendo. Per lo meno penserà che stiamo scoprendo l’ “acqua calda”, ovvero che stiamo dicendo cose più che scontate. E’ vero: è tutto scontato ciò che scriviamo. Ma siamo anche convinti che certe cose devono essere continuamente dette. La storia, anche quella che sta accadendo in queste ore (perché l’attualità è già storia) sta facendo chiaramente capire ciò che ormai diciamo da tanto tempo, ovvero che la politica è implosa e che tutto è all’insegna dell’economia dura e pura.

Economia “dura“, ovvero che non fa sconti a nessuno. Che la questione della risoluzione della povertà non deve interessare più di tanto o -se deve interessare- deve interessare solo se è finalizzata ad una crescita generale, di cui alla fine devono beneficiare anche e soprattutto le grandi organizzazioni del commercio internazionale.

Economia “pura“, ovvero l’economia che deve autogiudicarsi. Quella cioè che deve trovare in se stessa il suo fondamento e la sua ragion d’essere e non in un giudizio morale che la possa e la debba sovrastare.

Ma torniamo al bambino che, piangendo, si porta via il pallone. Chi è? Che faccia ha?

Ha la faccia di chi beotamente sta godendo delle “difficoltà” dell’attuale governo italiano.

Ha la faccia di chi -di sinistra- cade nel ridicolo di appellarsi ai mercati …ma anche di chi – come Forza Italia- si appella allo spread dopo che lo stesso spread l’aveva fatta fuori.

Ma -si sa- ai bambini non si può chiedere più di tanto.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "Le “difficoltà” dell’attuale governo …e il bambino che si porta via il pallone"

  1. Mi intendo abbastanza di politica, e l’analisi che fate della situazione è, COME SEMPRE, ottima.
    Le reazioni della sinistra sono logiche e ovviamente ridicole, ma chi fa veramente effetto è Forza Italia!
    Tajani, e le “onorevoli” Gelmini, ecc. fanno veramente pena quando parlano, hanno la bava alla bocca, e non si rendono conto che fanno calare sempre di più il consenso a F.I.
    Mi dispiace per loro ma “male voluto non è mai troppo”!

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