Elezioni in Germania: perché gli identitari sono soprattutto nella Germania ex-comunista? Rispondiamo e facciamo “mea culpa”

Cari pellegrini, partiamo da una domanda che non possiamo non porci: come mai in Germania i cosiddetti identitari sono più nell’ex-Germania dell’Est (cioè la Germani postcomunista) piuttosto che in quella dell’Ovest dove invece sono maggiori i cosiddetti internazionalisti? E’ una domanda che viene spontanea dopo le ultime elezioni. In realtà lo si sapeva già, ma dalla tornata elettorale di domenica scorsa la situazione è diventata ancora più chiara.

Chi ci conosce, sa bene quanto siamo stati, siamo e saremo critici nei confronti di qualsiasi opzione di stampo socialista. Ovviamente questo non ci esime dall’essere altrettanto critici nei confronti di soluzioni liberiste e ipercapitaliste. D’altronde la vera e sana Dottrina Sociale Cattolica parla chiaro e rifiuta tanto la soluzione liberale quanto quella socialista. Pertanto le nostre posizioni sono note, ma è sempre bene chiarirle al fine di evitare qualsiasi equivoco.

Però i fatti sono fatti. I fatti si possono più o meno interpretare, ma non certo cambiare o addirittura cancellare secondo lo stile del più becero ideologismo. Sono fatti che da un po’ di tempo a questa parte ci dicono qualcosa d’interessante. E’ un fatto anche quello che per quanto riguarda la difesa di certi valori i Paesi dell’ex blocco sovietico mostrano molto più coraggio degli altri.

Questo vuol dire che il socialismo reale sia stato un fattore storico positivo? Assolutamente no …per amor di Dio! Vuol dire che il suo materialismo non sia stato così grave come si è creduto? No, nemmeno questo. Una visione materialista della vita è sempre grave, anzi gravissima.

A nostro parere questi fatti vogliono dire altro. Sinceramente questo è sfuggito a molti, anche a noi. Lo riconosciamo e non temiamo di prenderci le nostre responsabilità. Ma non possiamo negare ciò che la sta confermando. A cosa alludiamo? Ve lo diciamo subito. Alludiamo al fatto che il pensiero autenticamente liberale e l’ipercapitalismo liberista non sono meno materialisti del socialismo.

Lo sappiamo che questa affermazione farà storcere il naso a non pochi, ma la nostra è una conclusione pensata. Vediamo in che senso. Le convinzioni liberali secondo cui è la libertà che fa la verità e non la verità che giudica la libertà, secondo cui il mercato può prescindere dalle più elementari regole naturali e morali, ma anzi avrebbe in sé la capacità di autoregolarsi, sono convinzioni che, anche se non nascono direttamente da teorizzazioni di materialismo storico, dialettico o quant’altro, sono comunque esito di un giudizio secondo cui l’uomo moderno giustamente si sia votato alla dissoluzione della sua natura più profonda, dissoluzione che lo ha condotto a subordinare la dimensione spirituale a quella dei desideri individuali.

Ma c’è ancora un’altra cosa, che in un certo senso è ancora più decisiva. Il rispetto per alcune libertà che il sistema liberale indubbiamente conserva non solo non sortiscono alla distanza effetti positivi, bensì possono essere ancora più deleteri aggiungendosi ad un fattore che inibisce qualsiasi reazione, annulla qualsiasi capacità di saper gerarchizzare i valori, di cogliere un minimo senso della vita e di saper orientare la vita verso il sacrificio. Questo fattore è la sete di denaro, ancor di più il benessere consumistico, che è cosa ben diversa dalla ricerca di decoro, dall’eleganza, dal possesso anche del superfluo. Il denaro come “mammona”. Il denaro come moloch a cui votarsi e sacrificare se stessi. Ma è mai possibile che per sentire un giovane che dica di esser disposto a sacrificarsi per la propria patria, lo si deve trovare (come ha fatto vedere recentemente un servizio televisivo) in Corea del Nord… con tutte le nostre condanne per uno Stato come la Corea del Nord? Facciamoci un giro per le aiuole e i giardini delle nostre città la mattina presto e li troveremo ben pieni di bottiglie di vino, di birra e anche di altro: l’ordinario consumo serale dei nostri giovani … ovviamente tutti pronti a sacrificarsi per la Patria! Anzi, andateglielo a chiedere a quei giovani se sono disposti a sacrificarsi per la patria, e vedete come vi risponderanno.

Diciamocelo francamente. Abbiamo sbagliato. Credevamo che il disastro antropologico fosse causato soprattutto dai Rossi… no, non solo da loro, anche e soprattutto dai Bianchi.

Motivo in più per smarcarsi dagli uni e dagli altri!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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