L’economia è in ripresa? Il buon Vico e Massimo Troisi commenterebbero a modo loro

Questa è l’estate della percezione. Ogni volta che fa caldo si dice che fa caldo non tanto per l’elevata temperatura, ma per la percezione soggettiva di questa, coronata da adeguato tasso di umidità. Insomma, non conta tanto ciò che segna il termometro quanto ciò che si sente sulla pelle. Una cosa che -diciamolo francamente- avrà anche un suo valore, ma conduce a reazioni individuali non sempre auspicabili, nel senso che molti tendono ad enfatizzare l’insopportabilità della temperatura solo perché si trovano in quel momento più stanchi, più stressati, ecc…

Ma questa è anche l’estate in cui si bordeggia, nel senso che si passa anche all’atteggiamento opposto: ciò che conta non è ciò che si percepisce, bensì ciò che è oggettivamente viene rilevato. Situazione, questa, che sta avvenendo nel campo dei dati economici.

Ci hanno comunicato che il PIL è in rialzo, che i parametri economici si alzano, insomma che l’economia italiana è in ripresa.

Certamente noi non tifiamo per il Governo, così come non tifiamo per nessuna opposizione in particolare (poi ovviamente in sede elettorale si dovranno pur fare delle scelte… e le faremo), ma ci sembra che qualcuno dalla parte dell’opposizione abbia commentato giustamente: ...l’entusiasmo del governo è un’offesa nei confronti di quelle tante famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese, di quei tanti giovani che stanno a spasso senza lavoro, e di quelle tante imprese che chiudono quotidianamente. Basterebbe fare un giro in qualsiasi città italiana per vedere strade ormai spoglie di negozi, saracinesche chiuse, vetrine vuote, ecc…

La realtà come sempre non è né solo percezione soggettiva, né solo freddi dati statistici.

La realtà è fatta di fatti!… e chiediamo scusa per il gioco di parole.

Come diceva il buon Vico: Verum non est certum, est factum. E cioè: il vero non è ciò che si certifica intellettualmente, bensì ciò che si presenta oggettivamente come fatto incontestabile.

C’è uno sketch del vecchio gruppo comico napoletano de La smorfia che fa al caso nostro. In un angusto basso napoletano vi è un uomo, impersonato da Massimo Troisi, che riceve la visita di un “esperto” sociologo impersonato da Lello Arena. Quest’ultimo si presenta con adeguati e spessi occhiali da “topo di biblioteca” e con altrettanto adeguato tic nervoso. Il sociologo ha la pretesa di dire al proprietario del basso che questi non può conoscere davvero i problemi che attanagliano lui e il popolo napoletano, ma che tali problemi li possono conoscere solo coloro che studiano: “Voi credete di conoscere i vostri problemi… in realtà se non ci fossimo noi …”.

La comicità sta nello sguardo dell’uomo che osserva dall’alto del suo buon senso quegli strani atteggiamenti del sociologo e soprattutto quella pretesa di sapere di più rispetto a chi vive la propria drammatica situazione. Al termine dello sketch, l’intellettuale comunica di aver da tempo scoperto la soluzione per risolvere i problemi della miseria di Napoli: il Vesuvio in realtà non conterrebbe ciò che contiene ogni vulcano, ma squisito purè di patate; perciò si tratterebbe di aprire il vulcano e distribuire tutto quel ben di Dio. Dinanzi alla sorpresa del proprietario del basso, il sociologo si arrabbia … invece di argomentare per ciò che non è per nulla plausibile: si arrabbia. Anzi è lui a meravigliarsi dell’incredulità di quella che ritiene uno sciocco.

 La pretesa di quel folle sociologo è proprio la pretesa di coloro che vogliono dirci: sembra che economicamente si stia male, ma bisogna invece convincersi di stare bene…

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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