L’immigrazione incontrollata rende anche somari. Parliamo del caso tedesco

Football fans hold a German-Turkish flag at the "Fanmeile" (Fan zone) in front of the Brandenburg Gate in Berlin, at the beginning of the Euro 2008 championships half-final football match Germany vs Turkey held on June 25, 2008 at the St. Jakobs-Park stadium in Basel, Switzerland. AFP PHOTO BARBARA SAX (Photo credit should read BARBARA SAX/AFP/Getty Images)

Selezionato da italiaoggi.it – Autore: Roberto Giardina

Quando mi trasferii per la prima volta in Germania, mi resi conto che il mio tedesco era sufficiente magari per leggere Schiller, ma non capivo le frasi di tutti i giorni, come dire, lo slang. E mi iscrissi a una scuola per stranieri. Durante la prima ora, l’insegnante cercò di spiegare, disperata, a una ragazza ungherese cosa fosse un dativo.

Impresa impossibile. La prof non sapeva una parola di magiaro, e la mia compagna in tedesco sapeva dire solo verstehe nicht, non capisco. Lasciai perdere, e non ci tornai più. Imparai lo slang dai gialli in tv.

È quanto sta avvenendo nelle scuole tedesche, che dipendono dai singoli Länder, le regioni. Il ministro federale all’istruzione e i suoi colleghi locali invece di permettere l’uso dei cellulari in classe, o di migliorare il rendimento abolendo le bocciature, si preoccupano di controllare il livello degli allievi. I ragazzi non sanno più far di conto e non riescono a scrivere una frase senza compiere errori di grammatica. Quale la causa? Sono troppi gli scolari stranieri, e vanno aumentando. Dal 2011 il 34% in più, e non sono distribuiti in modo omogeneo. In alcune classi nelle grandi città, i bambini tedeschi a volte sono due o tre, o anche uno solo. Come ora sta avvenendo in Italia. Il maestro non può comunicare con una classe dove si parlano una mezza dozzina di lingue diverse, e impiega gran parte del tempo a spiegare i primi rudimenti del tedesco o dell’aritmetica. Inoltre, mancano gli insegnanti. Il lavoro è logorante, molti vanno in pensione anticipata (si perde il 2% ogni anno di anticipo), e non si trovano giovani che vogliano lavorare a scuola.

Il Kultusministerkonferenz, la federazione dei ministeri dell’istruzione (Kmk) ha condotto uno studio in tutte le sedici regioni, controllando 30 mila allievi in 1.500 scuole. Il controllo avviene ogni cinque anni, e gli ultimi risultati sono preoccupanti. E sono differenti tra regione e regione. In Nord Renania Westfalia quasi uno studente su quattro è insufficiente in ortografia, il 23,9. Quasi identica la percentuale in Renania Palatinato, il 23,4. Nel Baden-Württemberg si scende di poco, al 22,2. In Assia è al 19,3. Una sorpresa arriva da Berlino, in controtendenza. Nonostante il multiculturalismo della capitale, il 33% dei ragazzi in tedesco ottiene risultati superiori alla media. La percentuale di allievi che non riesce a leggere in modo passabile un testo si aggira tra il 10 e il 15%. La media nazionale è del 12,5.

Risultati meno preoccupanti anche se negativi in matematica. Si va dal 15,5 di ragazzi molto al di sotto della sufficienza nel Baden-Württemberg, al 16 della Bassa Sassonia. Ma a Brema ben il 35% è al di sopra della sufficienza. In totale, solo il 62% degli scolari ha raggiunto i risultati del 2011. E le domande del test erano facili. Per esempio: quanti secondi in due minuti e mezzo? La metà degli studenti legge a fatica un semplice testo, o scrive un breve messaggio. Le famiglie non aiutano: i genitori dei bambini emigrati spesso parlano solo il loro dialetto, i tedeschi cercano di non iscrivere i loro figli nelle scuole con troppi stranieri. E gli scolari presenti, di madre lingua tedesca, appartengono a famiglie disagiate, con genitori non in grado di aiutarli.

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