L’iniziativa di preghiera del 14 maggio… e lo scandalo dell’indifferentismo religioso

Per il 14 maggio è indetta dal Papa una giornata di preghiera in cui sono invitati gli appartenenti di tutte le religioni al fine di pregare per la pandemia in atto.

Al di là delle intenzioni di questa iniziativa, non possiamo non denunciarne un pericolo, che è quello dello scandalo. Sì, dello scandalo. Perché in questo modo, ancora una volta, passa il messaggio secondo cui l’appartenenza religiosa abbia un valore relativo. Insomma, è il pericolo del cosiddetto indifferentismo religioso, che a sua volta conduce inevitabilmente al relativismo religioso.

E’ questo il motivo per cui in passato la Chiesa ha sempre condannato qualsiasi partecipazione ad incontri di preghiera con non-cattolici e con non-cristiani (clicca qui).

La Chiesa ha sempre insegnato che Dio non può mai servirsi direttamente delle false religioni, così come non si servirebbe mai della menzogna. D’altronde questo succede anche nella vita di tutti i giorni: quale cuoco, per cucinare, si servirebbe di cibo avariato? O quale medico, per curare, di farmaci scaduti?  E’ vero che chi appartiene ad una falsa religione può ugualmente salvarsi (nelle condizioni di ignoranza involontaria), ma –attenzione- si salva non perché ma malgrado appartenga ad essa.

Dio come considera le religioni non cristiane? Può eventualmente gradirle, visto che queste possono essere anche espressioni di una certa religiosità naturale, pur se di una religiosità corrotta dal peccato originale? E se così fosse, ciò ci costringerebbe ad un qualche rispetto? Vediamo cosa dice la Sacra Scrittura. Preferiamo non commentarla perché è fin troppo chiara.

Iniziamo con l’Antico Testamento

Dall’Esodo: “(…) In quei giorni Dio pronunciò tutte queste parole: ‘Io sono il Signore, tuo Dio, (…) Non avrai altri déi di fronte a Me (…) Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché Io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio forte, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelle che mi amano e osservano i miei comandi.’” (20, 1-6).

Dal Deuteronomio“Hanno sacrificato ai demoni che non sono Dio, a divinità che non conoscevano, (…).” (32, 17)

Dai Salmi(…) Tu detesti chi serve idoli falsi (…).” (30, 7)

Dalla Sapienza(…) ma maledetto l’idolo opera di mani e chi lo ha fatto; questi perché lo ha lavorato, quello perché, corruttibile, è detto dio. Perché sono ugualmente in odio a Dio l’empio e la sua empietà; l’opera e l’artefice saranno ugualmente puniti. Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani, perché fra le creature di Dio sono divenuti un abominio, e scandalo per le anime degli uomini, laccio per i piedi degli stolti. L’invenzione degli idoli fu l’inizio della prostituzione, la loro scoperta portò la corruzione nella vita. Essi non esistevano al principio né mai esisteranno. Entrarono nel mondo per la vanità dell’uomo, per questo è stata decretata per loro una rapida fine.” (14, 8-14)

Passiamo al Nuovo Testamento

Gli Atti: “(…) E il Signore a me: ‘Io sono Gesù che tu stai perseguitando. Ma alzati e sta’ ritto, giacché per questo ti sono apparso: per costituirti ministro e testimone (…) presso i quali [i pagani] io ti mando ad aprire i loro occhi, perché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano così il perdono dei peccati (…).” (26, 15-18)

Gli Atti: “Ad Atene, nell’attesa dei due (Sila e Timoteo), Paolo sentiva uno sdegno all’osservare che la città era piena di idoli.” (17, 16)

San Paolo: “Sì, gli attributi invisibili di lui [Dio], l’eterna sua potenza e la sua divinità, fin dalla creazione del mondo si possono intuire, con l’applicazione della mente, attraverso le sue opere. Costoro sono dunque senza scusa, perché, pur avendo conosciuto Iddio, né gli diedero gloria, come a Dio, né gli resero grazie, ma vaneggiarono nei loro ragionamenti e il loro cuore insensato s’offuscò. Essi che pretendevano d’essere sapienti, divennero stolti e sostituirono la gloria del Dio immortale con immagini di uomini mortali, di uccelli, di quadrupedi e di rettili (…). Disdegnarono di conservare la vera conoscenza di Dio: Iddio li diede allora in balìa della loro mentalità pervertita ed essi compirono cose indegne.” (Romani 1, 20-28)

San Paolo: “Quando non conoscevate Dio, eravate schiavi di dèi, che in realtà non lo sono.” (Galati 4, 8)

San Paolo: “Badate che qualcuno non vi faccia schiavi con la vana seduzione di una filosofia ispirata alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.” (Colossesi 2, 8).

San Paolo: “Che intendo dire? Che la carne immolata agli idoli abbia un qualche valore? Ovvero che un idolo sia qualcosa? No, ma che quanto sacrificano i pagani, lo sacrificano ai demoni e non a Dio. Ora, non voglio che voi siate in comunione con i demoni. Non potete bere alla coppa del Signore e alla coppa dei demoni; non potete prendere parte alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni. Oppure, vorremmo noi provocare ad ira il Signore? Siamo forse più potenti di lui?” (1 Corinti 10, 19-22)

San Giovanni: “Figlioli, guardatevi dai falsi dèi! Amen.” (1 Giovanni 5, 21)

Torniamo all’iniziativa di preghiera del 14 maggio. Anche quando la richiesta è importante ed universale (e il caso della pandemia in atto può esserlo) bisogna sempre tenere in considerazione che la grazia si può ottenere glorificando davvero l’unico vero Dio, che è e rimane il Dio cattolico…. perché Dio è cattolico!

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