L’insegnamento di questi giorni: M5S partito anti-sistema “a scatola vuota”, la Lega partito anti-sistema “a scatola piena”

C3S

Il risultato delle regionali in Friuli hanno messo la parola fine a qualsiasi ipotesi di governo M5S-PD. E a differenza di quanto alcuni dicano, è stato più questo risultato che non le esternazioni di Renzi nel salotto di Vespa.

D’altronde non poteva che essere così. E Di Maio lo ha capito… eccome se lo ha capito.

E noi lo abbiamo sempre detto: attenzione a non sottovalutare il successo della Lega! Anzi, abbiamo detto di più e cioè che quel risultato (e non anche la crescita del M5S) è stata la vera novità del 4 marzo.

Un successo avvenuto su due piani.

Il primo: l’aumento significativo di voti (quadruplicamento dalle precedenti politiche).

Il secondo: la conquista della leadership del centrodestra.

In realtà, se non fosse rimasta soprattutto al Sud una certa etichetta di partito settentrionalista, la Lega avrebbe avuto un risultato ancora più consistente. Al Sud la vittoria del M5S più che essere determinata dalla promessa del reddito di cittadinanza è stata invece determinata dall’essersi presentato come partito anti-sistema. E molti non se la sono sentita, per i motivi di cui sopra, di votare l’altro partito anti-sistema, per l’appunto la Lega.

Ma questi giorni sono stati chiarificatori.

Il M5S si è mostrato ancor più partito anti-sistema “a scatola vuota”, nel senso che si è mostrato più o meno disponibile a trattare e ad ascoltare gli umori dell’elettorato. La lega, invece, si è ancor più mostrata partito anti-sistema “a scatola piena”, nel senso che ha fatto più chiaramente capire di non essere disposta a rinunciare ad un certo patrimonio valoriale.

Ma questi giorni non ci hanno fatto capire altro.

Ci hanno fatto vedere l’addomesticamento del berlusconismo. Salvini ha saputo fare ciò che nessuno finora aveva saputo fare. Ha addomesticato Berlusconi senza renderselo avversario… in tal modo avrà vita facile per indirizzare l’intero centrodestra verso prospettive più sovraniste.

Certo, siamo solo agli inizi. Ci riuscirà pienamente? Noi lo speriamo.

Intanto il Colle non sa che pesci prendere. Pensare ad elezioni imminenti, è contro il suo DNA. Cercare soluzioni alternative e alchimie tecniche, significherebbe andare palesemente contro il volere degli elettori. Affidarsi al centrodestra a guida leghista, vorrebbe significare smarcarsi da certi orientamenti eurocratici e mondialisti.

La matassa sembra non sbrogliabile.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

 

 

 

di certo la sua politica finora sta pagando.

talmente sta pagando che lo stesso Mattarella non sa che pesci prendere.

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