L’Isola di San Giulio: la sufficienza della preghiera

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


Viaggiando ci si incanta per ciò che incontra il nostro sguardo. Meraviglie succedono a meraviglie. E nella loro diversità, s’incontra l’unità del Bello che dimostra come tutto ha bisogno di ricondursi all’unica Presenza. Quella stessa che ha fatto sì che esistesse tutto e che vuole che questo tutto possa essere orientato a Lui. Osservando, contemplando… e soprattutto incantandosi dinanzi alla Bellezza della natura o di ciò che l’uomo ha costruito, si capisce quanto sia giusto capirne il significato e poi lodare e ringraziare.


L’Isola di San Giulio, sul Lago d’Orta in Piemonte, è la sufficienza della preghiera.

Un bellissimo specchio d’acqua, guadagnato tra i monti, circonda una piccola terra dove spicca una chiesa con annesso convento.

Qualche casa qua e la, ma tutto ha un unico stile, tutto è in funzione del Centro.

Sembra un unico pezzo che ruota intorno al campanile.

La distanza che separa l’Isola è un’inezia, eppure sembra abbastanza.

E’ la piccolezza dell’Isola che la fa sembrare distante.

Al di là di quell’unico stile dettato dalla chiesa con il suo campanile, non c’è nulla.

L’Isola non ha nulla.

Eppure ha tutto.

Perché la sua ragion d’essere è il pregare.

Quelle acque bellissime che la separano ci ricordano che la preghiera è ciò che conta.

Che essa ha una sua sufficienza.

Che essa può bastare.

Che anche se le circostanze dovessero costringerci a separarci dagli impegni e dal tran-tran della vita, c’è sempre una “terra” su cui vivere e fondare la nostra adorazione.

Una terra, isolata, ma bellissima di suo.

Una terra che, proprio per il suo isolamento, affascina, ristora e meraviglia.

Come l’Isola di San Giulio!


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