Lo sai che la guerra del “tirami su” ci può insegnare qualcosa?

E’ di queste ore (ne stanno parlando diversi media) un sano ed educativo conflitto. Anzi, aggiungiamo anche un altro aggettivo: un “gustosissimo” conflitto. Due regioni italiane, il Friuli e il Veneto si combattano a colpi di tirami su. La regione della Serracchiani ha inserito il famoso dolce nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) del territorio.

Ma il Veneto di Zaia non ci sta, convinto che il vero tirami su sia il loro. Una lotta in cui non si fronteggiano due visioni ideologiche, due politiche immigratorie diverse, due diverse culture dell’uomo e dei costumi. Ma solo (finalmente!) due grandi “campanili gastronomici”: qual è il vero tirami su? Il mio o il tuo?

I nostri lettori (affamati di apologetica e forse anche di tirami su) si chiederanno il perché di questo nostro intervento su un tema così poco importante, dove il contenuto del conflitto è tutto nei pochi metri quadrati di una cucina.

La risposta la diamo subito. Prima di tutto il buon Giovannino Guareschi, cattolico doc e anche dop (per rimanere in tema) giustamente diceva che le questioni gastronomiche sono tutt’altro che poco serie, anzi lui riteneva serissime… ma lasciamo stare questo punto che ci porterebbe lontani. La risposta sta nel fatto che paradossalmente una notizia del genere (due Regioni che si fanno la guerra per contendersi il vero tirami su) ci fa ritornare ad antiche atmosfere, quando cioè la politica non si muoveva nel campo ideologico, bensì in quello dei contenuti spiccioli, ma importanti.

Prima del trionfo delle ideologie,  che sono sistemi in cui si pretende di riscrivere il reale con il pensiero, lo scontro politico riguardava i metodi, le alleanze, ma non chi fosse l’uomo, quale fosse la natura delle cose e come dovesse essere “inventata” la società. Giustamente c’è chi ha detto che prima della Rivoluzione francese si discuteva su quale dovesse essere la migliore forma di governo per governare un unico modello di società (quella naturale), dopo la Rivoluzione francese, invece, si è iniziato a discutere anche su quale dovesse essere la migliore forma di società.

Prendiamo uno scontro famoso ed epocale come quello tra guelfi e ghibellini. Un contendere che certamente non era di poco conto e alla lunga avrebbe dato anche conseguenze significative (tant’è che i guelfi in quel caso avevano ragione), ma che non riguardava la centralità del modello familiare, né la discussione se dovessero esistere o meno le unioni civili, né il trattare l’identità culturale di un popolo come fosse carta straccia da stravolgere a seconda delle mode… no, nulla di tutto questo. Il conflitto era su altro, perché tutti convergevano sui valori fondamentali.

Ecco perché una notizia come quella del tirami su ha un’importanza sul piano dell’apologetica storica. Ci fa ricordare che ci possono essere anche dei buoni conflitti. Discutere cioè su cose che non riguardano la Verità dell’uomo e delle cose. Che non riguardano la Legge Divina e la Legge Naturale.

Buon tirami su a tutti! A voi la libertà di decidere se veneto o friulano.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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