Lo scandalo degli affidi in Emilia… tutto è possibile quando si è eliminato l’ “impossibile”!

Quello che sarebbe avvenuto in provincia di Reggio Emilia è davvero inaudito: escogitare diabolici (non a caso l’operazione della Polizia si chiama “Angeli e Demoni”) espedienti per lucrare sugli affidi di minori. Da quello che sta emergendo dalle intercettazioni telefoniche si sarebbe fatto di tutto; finanche nascondere i regali che i genitori naturali inviavano a Natale ai loro figli perché questi si convincessero di essere stati definitivamente abbandonati e così essere spinti ad una più “facile” accettazione dei nuovi “genitori”.

Certo, tutto questo ha come causa il lucro. Pare girassero molti finanziamenti. Lo stesso Primo Cittadino di Bibbiano è andato in galera e dovrà rispondere di responsabilità gravissime. Ma davvero si può spiegare tutto con il denaro? O c’è qualcos’altro? Meglio: o si è arrivati ad andare ben oltre ogni limite escogitando queste cose perché c’è una diversa “aria” che ormai si “respira”

Già da tempo abbiamo assistito di come nella criminalità organizzata sia cambiato l’atteggiamento nei confronti dei bambini. In passato, non solo non si potevano toccare, ma addirittura chi pretendeva di farlo si ritrovava con il destino segnato e prima o poi veniva fatto fuori. Poi tutto questo è sparito e il famoso caso del giovanissimo Giuseppe Di Matteo, il cui corpicino fu sciolto nell’acido, lo dimostrò. Cambiamento che in un certo qual modo è avvenuto anche per l’adulterio. Un “uomo d’onore” non poteva tradire la propria moglie.

Ma torniamo al caso degli affidi in Emilia. Ciò che è terribilmente significativo è che si è andati a colpire non solo i bambini, ma il legame stesso (cioè come categoria) figli-genitori. Il tutto perpetrato da persone che hanno studiato, che sono titolate, che hanno trascorso anni e anni su libri di psicologia avanzata e che trattano di sofisticate tecniche psicoterapeutiche; su libri in cui su tutte le pagine si parla continuamente di centralità del bambino attaccando quelle vecchie e superate concezioni in cui il bambino veniva visto solo come una sorta di “adulto in miniatura”.

Eppure per un assurdo di questo tipo una “spiegazione” (utilizziamo ovviamente le virgolette) c’è. Tutti noi inorridiamo dinanzi a casi come questi in cui si colpisce a morte il legame genitori-figli e figli-genitori. Ma cosa succede con il cosiddetto “utero in affitto”? Giorni fa abbiamo letto di alcuni sindacati battersi in favore di un suo sdoganamento. E che dire degli affidi di bambini a coppie omosessuali, dove per principio si disconosce il diritto da parte del bambino di avere un padre con una psicologia maschile ed una madre con una psicologia femminile? Proprio a Bologna nel 2013 fece notizia l’affidamento di una bimba di tre anni a due omosessuali maschi. Ma nessuno inorridì. E che dire dei divi dello spettacolo che “acquistano” bambini come se niente fosse?

Attenzione però: in tutto questo caos una cosa è chiarissima. L’eliminazione dei legami naturali (figli-genitori, società-famiglia, uomo-territorio e altri ancora…) conduce non solo ad una dissoluzione che nullifica tutto come acido che corrode ogni cosa, ma nullifica anche qualsiasi inibizione: rende tutto possibile, perché volutamente si è voluto distruggere la categoria dell’ “impossibile”.

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1 Comment on "Lo scandalo degli affidi in Emilia… tutto è possibile quando si è eliminato l’ “impossibile”!"

  1. questa è la sinistra “buonista”

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