LO SGUARDO – Cielo grigio di Maggio

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti. Mentre si cammina, si guarda …e ogni cosa che si vede ha un suo significato simbolico, perché Dio ha inserito il suo ordine, la sua logica, nel creato.

Cari pellegrini, lo sguardo volge ad osservare oltre la finestra.

Ci colpisce il cielo di un grigio luminoso… come possono facilmente essere le giornate di primavera inoltrata.

C’è il grigio, perché ci sono le nuvole. ma c’è anche una luce intensa, perché dietro le nuvole c’è comunque un sole quasi estivo.

Cari pellegrini, un grigio del genere richiama ciò che è forse è più costante nella vita di ognuno. Ovvero la fatica delle prove, ma senza l’abbattimento crudele di chi dovesse sapere che a queste prove non c’è rimedio.

Il “panno” delle nuvole offusca il sole, ma non abbastanza; tant’è che se volessimo fissare il cielo nuvoloso, gli occhi proverebbero fastidio perché la luminosità è comunque intensa.

Ecco, cari pellegrini, come Dio illumina la nostra vita anche quando è piena di prove: il sole non si vede, ma c’è.

Così Dio: non si vede, ma c’è!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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