Lo Sguardo – Il gatto

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti.

Gli animali sono un segno per capire tante cose.

Ciò che Dio crea, non lo crea a caso. C’è un senso in tutto.

Che cosa può farci capire un gatto?

Il suo sguardo sembra chiedere. Eppure i suoi atteggiamenti sono fieri.

Lo sguardo dei gatti è diverso da quello dei cani. Entrambi sembrano implorare un’amicizia, ma in maniera molto diversa.

Mentre il cane esprime una sorta di sottomissione, il gatto chiede, ma con distacco.

Il gatto ha una dimensione aristocratica.

Non è passivo, non è indifferente, ma è distaccato… nel senso che sembra guardare dall’alto. Pur chiedendo, non tradisce né rinnega il suo fiero portamento.

Qual é simbologia in tutto questo? Che cosa la Provvidenza vuole dirci con questo grazioso animale?

Non tanto la necessità di conservare un sano distacco da tutto (anche questo), quanto che fierezza e invocazione possono e debbono armonizzarsi.

La fierezza di essere creature.

L’invocazione perché si nel limite e nella precarietà.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "Lo Sguardo – Il gatto"

  1. Uno sguardo acuto e affettuoso quello dell’Autore. Il gatto è proprio così, inafferrabile eppure sempre vicino al suo padrone, indipendente ma pronto nel donare tanta tenerezza. Le meraviglie del Creatore non si possono contare.

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