Lo Sguardo: la cupola di una chiesa

Rubrica a cura di Corrado Gnerre

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti. Ed è la realtà che ci rimanda alla bellezza della Verità Cattolica … perché tutto è cattolico, perché tutto è di Dio!’

Il poeta e critico letterario Artur Graf (1848-1913) scrive: “Nessuno è tanto in alto che non possa o non debba guardare più in alto, o sforzarsi di salire più in alto”.

Infatti è così: non c’è salita che possa avere una umana e terrena fine. Non c’è, perché qualsivoglia limite può paradossalmente ritrovarsi, riconoscersi e risolversi solo nell’Illimitato.

In questo si palesa la costitutiva attrazione per il Cielo.

Un Cielo, però, che non sia solo ciò che si può guardare alzando il volto, cioè quel luminoso celeste che scalda le ore del vivere, bensì un Cielo che sovrasti ed accolga.

Perché le chiese vere (non quelle che si costruiscono ai nostri tempi) sono spesso sovrastate da una cupola?

La cupola è il simbolo del Cielo. Ma di quel Cielo vero che sovrasta ed accoglie.

Un Cielo che sovrasta il Mistero che dà ordine al tempo (il massimo atto liturgico: il Sacrificio del Calvario), e pertanto sovrasta tutto il vivere, cioè tutto l’esistere.

Ma anche un Cielo che accoglie con la concavità della cupola.

La cupola di una chiesa è il simbolo della protezione (il sovrastare) e della comprensione (l’accoglienza).

Insomma, una cupola di una chiesa ci ricorda che il destino a cui l’uomo è chiamato è questo Cielo che sovrasta proteggendo e che accoglie comprendendo.

Spetta però all’uomo corrispondere.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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