Lo sguardo …l’attesa in un ufficio

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti.

L’attesa in un ufficio

Il tempo passa. Sempre, inesorabilmente.

Ma c’è tempo e tempo.

C’è il tempo che scorre e c’è il tempo che si attende che scorra.

Quando si fa una fila, quando si è in una sala di attesa, si desidera che il tempo trascorri per arrivare al proprio turno e sbrigare ciò che si deve sbrigare.

Guardare un uomo che attende, è guardare qualcosa di importante. Può sembrare una sciocchezza ciò che abbiamo appena affermato, ma non è così.

Guardare un uomo che attende e che ha la consapevolezza di attendere, è guardare qualcuno che sa che il tempo sta trascorrendo e che è lì per un obiettivo.

Si tratta di un’originalità umana che non tocca a nessun altro essere vivente qui, su questa terra.

Certamente non ci abbiamo mai riflettuto, ma una semplice fila alle Poste rivela il mistero della consapevolezza del tempo.

E il mistero della consapevolezza del tempo… rivela la grandezza, l’originalità e l’irripetibilità di ogni vita umana.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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