Lo Sguardo – Le nuvole

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti.

Osservare le nuvole vuol dire in un certo modo “creare”.

In che senso?

Nel senso che quando si fissano sembra sempre che disegnino qualche figura.

Ma loro non lo fanno. Siamo noi, con la nostra fantasia, a leggerle in un certo modo. 

Ebbene, tutto questo ha un significato mirabile… perché avviene in cielo.

Per osservare le nuvole occorre alzare lo sguardo; e spesso esse sono in un cielo azzurro. Anzi, il loro bianco intermezza l’azzurro e in un certo qual modo lo rende ancora più attraente.

L’andamento delle nuvole, dunque, dà la possibilità di “creare” immagini e tutto questo avviene in cielo.

In un certo modo esse costituiscono uno “specchio” di ciò che si può trovare sulla terra, ma uno “specchio” che si dissolve subito e che lascia spazio all’azzurro dell’infinito celeste.

Questo è segno di ciò che è la vita.

Ogni cosa che qui costruiamo è destinata a dissolversi, ma non a sparire completamente. Produce degli esiti che hanno ripercussioni nel Cielo.

Come le nuvole. Esse producono immagini, ma poi le fanno  sparire e tuffare nel celeste destino del tempo.

Dio è verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Lo Sguardo – Le nuvole"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*