Macron ha le carte in regola per parlare di pace in Siria?

Selezionato da sullalinea.it – Autore: Valentino Quintana

Ci risiamo, il copione di tutti i vari uomini di Stato e Presidenti viene ripreso anche da quello francese, Emmanuel Macron. Non sono bastati i vari Obama, Clinton, Kerry, Hollande con i loro “Assad must go”. Oggi si è unito a loro il neogollista francese, dichiarando che «Bashar al-Assad è il nemico di milioni di persone del suo stesso popolo e non è in grado di tenere conferenze in Francia, dopo che il leader siriano ha accusato Parigi di sostenere il terrorismo».

Un copione già visto, dove il Presidente Assad viene sempre accusato di esser nemico del suo popolo, di genocidio, di bombardare la propria popolazione, di usare il gas contro i civili (reato compiuto dalla coalizione dei ribelli, ndr).

Stavolta, i funzionari francesi hanno incolpato il governo siriano di atrocità e colloqui falliti, e per pronta risposta, Assad ha affermato che la Francia sta sostenendo lo spargimento di sangue in Siria. «La Francia ha sostenuto il terrorismo e le loro mani sono intrise di sangue siriano fin dai primi giorni e non vediamo che abbiano cambiato radicalmente la loro posizione», ha affermato Assad nei media statali.«Coloro che sostengono il terrorismo non hanno il diritto di parlare di pace», ha aggiunto in un secondo momento Assad.

La Francia è sempre stata a favore dell’opposizione siriana, ma con l’arrivo di Macron sembrava che le dimissioni di Assad non fossero una precondizione per le trattative di pace.

«Non penso che la Siria si riduca a Bashar al-Assad», ha affermato Macron. «Il popolo siriano ha un nemico. Ci sono milioni di siriani fuori dalla Siria e hanno un nemico che è Bashar al-Assad. Questa è la realtà».

Continua affermando che «sul fronte militare abbiamo una priorità che è la guerra contro Daesh (Stato islamico) ed è per questo che le dichiarazioni di Assad sono inaccettabili perché se c’è qualcuno che ha combattuto e può sconfiggere Daesh, questa è la coalizione internazionale». La Francia e altri membri di una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei contro obiettivi dello Stato islamico.

Macron intende instaurare dei colloqui di pace che coinvolgeranno tutte le parti, incluso Assad, promettendo “iniziative” all’inizio del prossimo anno, sebbene non abbia chiarito quali e di che tipo.

Ha criticato apertamente i colloqui russi separati ad Astana con l’Iran e la Turchia volti a ridurre la violenza e forse aprire la strada ai colloqui siriani a Sochi il prossimo anno. Queste iniziative sarebbero fallimentari, secondo Macron, perché non rivolti agli avversari (i ribelli) di Assad e furono un tentativo di imporre una soluzione ai siriani. Sempre secondo Macron non ci devono essere soluzioni esterne, ma non è detto che le sue siano quelle giuste.

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