Meditiamo su san Giuseppe nell’anno a Lui dedicato

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini

Per intendere quanto valga l’intercessione di san Giuseppe presso Gesù Cristo, basta sapere quel che dice il Vangelo: “Et erat subditus illis” (Luc. 2). (…) Quest’umiltà di Gesù nell’ubbidire fa conoscere che la dignità di san Giuseppe è superiore a quella di tutti i santi, eccettuatane quella della divina Madre (Sant’Alfonso M. De Liguori, Meditazione su San Giuseppe)

Ci si concentra spesso (e si fa bene!) sulla forza dell’intercessione di Maria Santissima.
Sforziamoci di ricordare spesso anche che Cristo nei Suoi trent’anni circa passati “nascosto” con la Sua Famiglia “stava loro sottomesso” (Lc 2, 51).

“Loro”: anche a san Giuseppe.

Forse si dovrebbe dire in particolare a san Giuseppe, come capofamiglia.

Quindi Gesù, seppur Dio onnipotente, si assoggettò come un normale figlio ai Suoi genitori terreni. Lui che avrebbe potuto stravolgere il cielo con uno schiocco di dita, si sottometteva all’autorità dei genitori.

Pensiamoci bene, dunque, prima di cadere nell’errore di pensare san Giuseppe come poco importante. Era colui a cui Dio si sottomise.

Questo ha riflessi certi anche in Paradiso, ove Gesù, come fa con Maria, accetta ogni cosa il padre terreno Gli chieda.

Meglio di San Giuseppe c’è solo Maria!

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