Monsignor Fellay: Ho firmato per amore alla Chiesa e al Papa

Mgr Bernard Fellay, supérieur général de la Fraternité sacerdotale Saint Pie X à Ecône en Suisse.

Cari pellegrini, tra le firme alla Correzione filiale che hanno fatto più discutere vi è quella di monsignor Bernard Fellay, superiore della Fraternità Sacerdote San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre (1905-1991).
E’ stato detto che non era il caso invitare a firmare anche il superiore di una realtà scismatica. Ora, oltre al fatto che la Fraternità San Pio X non è affatto scismatica, tant’è che la celebrazione della loro Messa soddisfa il precetto domenicale e le confessioni dei suoi sacerdoti sono non solo valide ma anche legittime, come indicato da papa Francesco stesso, con queste dichiarazioni monsignor Fellay ribadisce che anche la sua firma muove da amore nei confronti della Chiesa e del Papa.
Leggiamo questa intervista rilasciata dal monsignor Fellay a FSSPX.Attualités.

FSSPX.Actualités: Perché ha dato il suo sostegno alla Correctio filialis ?
Mons. Fellay: Questa iniziativa filiale da parte di chierici e universitari laici, turbati dalle proposizioni eterodosse di Amoris laetitia, è importante. L’insegnamento di Cristo sul matrimonio non può essere surrettiziamente cambiato, col pretesto che i tempi cambiano e che la pastorale vi si deve adattare, fornendo i mezzi per aggirare la dottrina.
Io comprendo che gli autori della Correctio filialis possano essere sconvolti da tutte le divisioni causate da Amoris laetitia, dalle spiegazioni che il Papa ha fornito su questo documento in dichiarazioni recenti, dalle sue dichiarazioni sulla figura di Lutero… Ormai in certi paesi i vescovi accettano la comunione dei divorziati civilmente risposati, in altri la rifiutano. Forse che la morale cattolica è a geometria variabile? La si può sottomettere ad interpretazioni contraddittorie?
Nel settembre 2016, quattro cardinali hanno chiesto rispettosamente al Papa di «fare chiarezza»; quest’anno essi hanno sollecitato un’udienza. In risposta, essi hanno avuto diritto solo al silenzio, ma il silenzio non è una risposta. Su una questione così grave e a fronte delle divisioni presenti, è necessario che il Santo Padre risponda chiaramente sul merito.
In questa triste situazione di confusione, è molto importante che il dibattito su queste questioni maggiore si amplifichi, affinché la verità venga ristabilita e l’errore condannato.
Ecco perché ho dato il mio sostegno a questa iniziativa, ma quello che deve essere preso in considerazione non sono tanto i nomi dei firmatari della Correctio filialis, quanto l’oggettivo valore degli argomento esposti.
FSSPX.Actualités: Questo rimette in ballo i rapporti della Fraternità San Pio X con Roma?
Mons. Fellay: bisogna augurarsi che essa permetta ai chierici e ai fedeli una presa di coscienza più netta della gravità della situazione della Chiesa. Sì, come l’ha riconosciuto Benedetto XVI: «la Barca di Pietro fa acqua da tutte le parti». Questa non era un’immagine poetica, ma una tragica realtà. Nella presente battaglia, sono la fede e la morale che bisogna difendere!
Si può anche sperare che si manifestino altri sostegni da parte di quelli che hanno la cura delle anime. I firmatari della Correctio filialis, esponendo quelle proposizioni oggettivamente eterodosse, non hanno fatto altro che dire a voce alta quello che molti in fondo sanno. Non è tempo per questi pastori di dirlo alto e forte? Ma anche qui, ciò che importa non è tanto il numero dei firmatari, quanto il valore oggettivo degli argomenti. La verità rivelata da Cristo non è quantificabile, essa è prima di tutto immutabile.
Bisogna implorare Dio perché il Vicario di Cristo ristabilisca tutta la chiarezza in un dominio così essenziale: non si può modificare la legge divina del matrimonio senza provocare dei gravi dissidi. Se non si farà niente, la divisione che si delinea nella Chiesa diventerà irreparabile. Ecco perché noi preghiamo affinché, veramente, la parola di Nostro Signore a San Pietro possa applicarsi a Papa Francesco: «E tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc. 22, 32).

Mons. Fellay: Il nostro rispetto nei confronti del Papa è intatto, ed è proprio per rispetto alla sua funzione che noi chiediamo filialmente di «confermare i fratelli», rigettando pubblicamente quelle proposizioni apertamente eterodosse che causano tante divisioni nella Chiesa.
Io ho apprezzato la risposta di Ettore Gotti Tedeschi, anche lui cofirmatario della Correctio filialis. Egli afferma con ragione che noi non siamo i nemici del Papa. Al contrario, noi agiamo così perché amiamo la Chiesa.
Questa attitudine fu quella di Mons. Lefebvre e della Fraternità San Pio X fin dall’inizio. Nella sua dichiarazione del 21 novembre 1974, il nostro fondatore diceva: «Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l’anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità. Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante». E sono proprio questi neo-modernisti e questi neo-protestanti che gli autori della Correctio filialis denunciano a giusto titolo come le cause dei cambiamenti operati da Amoris laetitia nella dottrina e nella morale del matrimonio.
Con tutte le fibre del nostro essere noi siamo legati a Roma, Mater et Magistra. Noi non saremmo più romani se rinunciassimo alla sua dottrina millenaria; al contrario, con una morale di circostanza pericolosamente appoggiata su una dottrina ammorbidita, diventeremmo gli artefici della sua demolizione.
La nostra fedeltà alla Tradizione non è ripiegata sul passato, ma una garanzia di perennità per l’avvenire. E’ a questa sola condizione che noi possiamo servire utilmente la Chiesa.

FSSPX.Actualités: Che si aspetta da questa Correctio filialis?

Mons. Fellay: bisogna augurarsi che essa permetta ai chierici e ai fedeli una presa di coscienza più netta della gravità della situazione della Chiesa. Sì, come l’ha riconosciuto Benedetto XVI: «la Barca di Pietro fa acqua da tutte le parti». Questa non era un’immagine poetica, ma una tragica realtà. Nella presente battaglia, sono la fede e la morale che bisogna difendere!
Si può anche sperare che si manifestino altri sostegni da parte di quelli che hanno la cura delle anime. I firmatari della Correctio filialis, esponendo quelle proposizioni oggettivamente eterodosse, non hanno fatto altro che dire a voce alta quello che molti in fondo sanno. Non è tempo per questi pastori di dirlo alto e forte? Ma anche qui, ciò che importa non è tanto il numero dei firmatari, quanto il valore oggettivo degli argomenti. La verità rivelata da Cristo non è quantificabile, essa è prima di tutto immutabile.
Bisogna implorare Dio perché il Vicario di Cristo ristabilisca tutta la chiarezza in un dominio così essenziale: non si può modificare la legge divina del matrimonio senza provocare dei gravi dissidi. Se non si farà niente, la divisione che si delinea nella Chiesa diventerà irreparabile. Ecco perché noi preghiamo affinché, veramente, la parola di Nostro Signore a San Pietro possa applicarsi a Papa Francesco: «E tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc. 22, 32).
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