Monsignor Schneider a proposito della Russia: i fatti sono fatti

A Russian Orthodox believer lights a candle at a church in Moscow on December 5, 2008. Alexy II, the conservative Orthodox patriarch who oversaw a post-Soviet renaissance of the Russian Church yet was steadily criticised as subservient to the Kremlin, died at 79, the church said. AFP PHOTO / ALEXEY SAZONOV (Photo credit should read Alexey SAZONOV/AFP/Getty Images)

Dello stato di salute “religiosa” dell’attuale Russia si parla spesso.

Se ne parla in merito a ciò che la Madonna disse a Fatima molti anni fa. Se ne parla per ciò che ogni tanto accade. Si pensi all’impressionante successo di devozione verso le reliquie di San Nicola, avutasi nel luglio scorso.

Qualche buon cattolico della tradizione – ancora troppo legato a superate categorie- resta diffidente in merito a ciò che sta accadendo nell’ex Unione Sovietica. Per la Russia varrebbe il detto “…non va bene, è ancora troppo poco…“, mentre per gli USA varrebbe il principio del “…prendiamo ciò che c’è di buono, non si può pretendere troppo.” Insomma, due pesi e due misure.

A tal proposito abbiamo selezionato una parte dell’intervista che monsignor Athanasius Schneider rilasciò nel maggio scorso al sito lanuovabq.it, quando ancora non c’era stato il successo per le reliquie di San Nicola:

Eccellenza, che cosa è accaduto in Russia in questi 25 anni?

E’ successo che c’è stato un aumento impressionante di vita cristiana. L’Unione Sovietica era lo Stato ateo per eccellenza, ma anche lo Stato che ha perseguitato più di tutti le Chiese e non permetteva che si avesse un segno cristiano nella vita pubblica. Oggi si assiste ad una vitalità della fede provvidenziale.

E la peregrinatio Sancti Nicolae lo dimostra?

Altroché. Ma ci sono molti altri segni che ci fanno vedere questa rinascita spirituale del popolo e delle istituzioni russe. I dati in nostro possesso dicono che a 25 anni da crollo del comunismo in Russia sono state costruite ex novo 20mila chiese ortodosse. Non è mai accaduto nella storia della Chiesa che in appena un quarto di secolo in un solo Paese si costruissero così tante chiese. L’altro dato significativo è la ripresa della vita monastico-contemplativa. In pochissimi anni in tutta la Russia sono fioriti oltre 1000 monasteri maschili e femminili dove i monaci hanno ripreso a condurre una vita di ascesi e intercessioni.

Il segno di una presenza.

In queste 20mila chiese c’è il Santissimo Sacramento presente nel tabernacolo, gli ortodossi hanno la messa valida e si venera la Madonna come madre di Dio. Tutto questo è un segno eloquente della presenza di Dio dove fino a pochi anni fa Dio era bandito.

Eppure la società russa è ancora molto secolarizzata…

Certamente, ma queste cifre parlano da sé. Dio ha risposto ad una chiamata.

A che cosa si riferisce?

Credo che questa rinascita si possa interpretare come una tappa del processo della conversione della Russia, la conversione di cui parlava la Madonna a Fatima.

Stiamo parlando però di una conversione alla Chiesa ortodossa, che non è in comunione con Roma.

E’ un processo lungo, Dio non fa accadere le cose da un giorno all’altro, perché sarebbe contrario alla legge naturale. Sempre Dio agisce attraverso uno sviluppo organico, ma noi possiamo vedere in questa rinascita spirituale la mano di Dio che conduce la Chiesa verso il processo della conversione del mondo.

Eppure la consacrazione è un atto così lontano dalla logica del mondo…

Ma è un atto gradito a Dio, come ci ha detto la Madonna a Fatima. Quando Giovanni Paolo II ha consacrato la Russia il 25 marzo 1984 è iniziato il lungo processo di conversione del popolo russo. Ma si trattava di una consacrazione implicita, che secondo quanto detto da Suor Lucia, è stata gradita al cielo. Però per avere la conversione perfetta della Russia bisognerà fare una consacrazione esplicita, solo allora la Chiesa ortodossa rientrerà nella piena comunione con Roma.

Quindi anche il processo ecumenico rientra in questo disegno?

Sì, soprattutto con il popolo russo. Un fatto è certo: la Madonna ha chiesto che il Papa consacri in unione con tutti i vescovi del mondo la Russia in modo esplicito. Lo stesso cardinale Cordes ricorda spesso che Giovanni Paolo II gli confidò che non era riuscito a fare una consacrazione pubblica a causa delle resistenze della diplomazia vaticana che all’epoca sconsigliavano questo atto. Ma oggi molte cose sono cambiate. Ecco perché non si può più attendere.

La manifestazione di popolo per San Nicola ci mostra anche un coinvolgimento attivo dello stesso governo della Federazione russa…

E’ un fatto estremamente positivo. In una nazione non si deve separare il popolo dal suo governo. Anche i governi dunque, essendo corpi sociali, devono consacrarsi a Dio e alla Madre del Redentore perché questo è un comandamento ben preciso. Ecco perché nel fare un atto pubblico di fede nel Dio vero Gesù Cristo o in un santo canonizzato, il governo ha dato un bell’esempio di ordine sociale.

Non c’è il rischio che questo sia dettato da opportunismo? Dal considerare il sentimento religioso un Instrumentum Regni?

Certamente può essere un rischio. Ma questo è sempre accaduto nella storia, spesso i governi hanno utilizzato la Chiesa per i propri vantaggi o per promuovere la propria gloria. Ma questo non contraddice l’atto in sé che è oggettivo, le intenzioni le conosce soltanto Dio, noi possiamo soltanto auspicare che il governo operi con la massima sincerità. E da questo riconoscere che qualche cosa è cambiato in meglio per la vita di fede del popolo. Non dimentichiamo che prima le Chiese erano perseguitate.

Un’altra immagine “potente” è quella del popolo russo in fila anche per 5 km per poter venerare la reliquia. Come è possibile che 70 anni di comunismo non abbiano cancellato questo sentimento?

E’ merito del Battesimo che anche clandestinamente i russi hanno ricevuto durante il regime sovietico. Non dimentichiamo che lo stesso presidente russo Vladimir Putin è stato battezzato in segreto dalla madre quando era ancora in vita Stalin. Nella Chiesa ortodossa inoltre, al Battesimo si accompagna sempre anche la Cresima. Tutto ciò ha contribuito a tenere viva la luce della fede che era soffocata e che ora può esprimersi nella libertà.

Se guardiamo con una logica europea tutto ciò ci appare incomprensibile…

Sta avvenendo un processo all’inverso: durante la guerra fredda nei paesi sovietici erano banditi gli atti di venerazione a Dio, oggi invece questo appare impossibile da parte delle nomenklature europee. Nessun rappresentante di governo europeo oggi concepirebbe questo e non è un caso che la Massoneria sia sempre più presente in quegli apparati di governo.

Dal suo osservatorio come vede l’attenzione del governo russo alla rinascita della fede?

C’è una cura sociale fondamentale. Ci sono alcuni segni del governo che sono positivi e contrastano con l’idea antiumana e degradante che invece si sta diffondendo in Europa. In Russia è proibita la pubblicità omosessuale, ma si stanno portando avanti anche programmi di promozione della famiglia naturale nelle scuole e nelle università. Anche in Europa bisogna procedere con le consacrazioni dei singoli stati.

Lei ha parlato di Fatima, è questo uno dei messaggi dunque ancora attuali?

Sì. La Madonna ha scelto il popolo russo come strumento di un futuro rinnovarsi della società cristiana. Ecco perché ogni singolo stato deve consacrarsi ed entrare così nel processo in itinere del trionfo del cuore immacolato di Maria. Le consacrazioni hanno un valore enorme: Dio attira tantissime benedizioni su quei Paesi o quelle realtà locali che si consacrano, si tratta di acquistare atti meritevoli che ci porteranno innumerevoli grazie. Ma questo vale per ogni uomo: si assisterà ad un rinnovo spirituale, tante piccole luci che si accendono nel buio di questa epoca. 

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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