Nespoli è nello Spazio: perché da noi la Terra è scura e il Cielo luminoso, invece da su è il contrario?

In questi giorni si sta parlando dell’astronauta italiano, Paolo Nespoli, che a sessant’anni suonati è ripartito per lo spazio per operare alcune indagini sperimentali.

Su RADIOUNO questa mattina, parlando di questo, hanno intervistato un altro astronauta italiano a cui hanno rivolto la domanda di quale fosse la sensazione nel vedere da lontano la Terra.

Questi ha risposto dicendo che la bellezza è in un paradosso. Sulla Terra s’immagina il  proprio pianeta scuro e si vede il cielo luminosissimo; dallo spazio accade il contrario: il cielo è scuro mentre la Terra è luminosissima.

Fenomeno, questo, che ovviamente ha le sue chiare e anche semplici spiegazioni fisiche, ma che ci permette di fare una riflessione. D’altronde (noi del C3S siamo maniacalmente convinti di questo) ogni cosa che si osserva nella realtà naturale rimanda sempre ad un significato simbolico che a sua volta rimanda alla Ragione e al Fondamento di tutto.

La riflessione è questa e riguarda gli occhi dell’uomo e gli occhi di Dio, meglio lo sguardo dell’uomo e lo sguardo di Dio.

Noi da qui vediamo il cielo enorme, che dà l’idea dell’infinito e lo vediamo in particolar modo luminoso. Tant’è che quando questa luminosità si affievolisce a causa di una nuvolosità più o meno intensa, ci prende un senso di nostalgia per quello che si vorrebbe vedere e non si vede. E poi, quando questa luminosità s’interrompe con la notte, il cielo può diventare fonte di timore, tant’è che inconsciamente la notte non solo fa paura a tutti, ma è proprio di notte che solitamente si ingigantiscono le preoccupazioni e gli affanni. Ebbene, questo vedere il cielo più luminoso è il segno del desiderio di andare oltre, di trovare nell’infinito la propria mèta, di anelare verso la patria celeste.

Ma nello spazio accade il contrario. La Terra è luminosa e il cielo è scuro. E’ il simbolo dello sguardo di Dio. E’ vero: noi non siamo filosoficamente necessari per Dio. Dio non ha ontologicamente bisogno di noi. Con o senza di noi rimane Dio.  Ma anche se non siamo necessari per Dio, siamo comunque importanti per Lui. Noi occupiamo i pensieri di Dio e siamo oggetto del suo sguardo.

A noi interessa Dio, a Dio interessa l’uomo.

Ecco perché per noi lo sguardo è vero l’alto, per Dio verso il basso.

Per noi l’attrazione è verso Dio, per Dio è verso di noi.

E forse per questo dalla Terra la luce è nel Cielo e dal Cielo la luce è sulla Terra. Ma è sempre la stessa luce, quella di Dio e della sua attenzione.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

Share on:

Be the first to comment on "Nespoli è nello Spazio: perché da noi la Terra è scura e il Cielo luminoso, invece da su è il contrario?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*