Bene i provvedimenti a favore della natalità… però non dimentichiamo che le cause della denatalità non sono prevalentemente economiche

Ci sono stati ottimi provvedimenti nel recente Consiglio dei Ministri a favore della famiglia ed anche per incentivare le nascite. 

A proposito della questione della natalità, plaudiamo a ciò che si sta facendo. Ma va però ricordata una cosa (di cui siamo sicuri anche il ministro Fontana ne è convinto), ovvero che tale questione non è principalmente legata a motivi economici. Ovviamente ciò che si deve fare in tal senso, bisogna farlo, però…

Dunque, a che si deve davvero la questione della denatalità?

Rispondiamo (vi prego di seguirci, perché non siamo matti) ricordando a chi ci legge un piccolo, ma importante particolare, della storia dell’arte, in particolare della costruzione delle cattedrali medioevali. Queste non solo venivano costruite impiegando più generazioni, ma erano adornate fino all’inverosimile. Finanche le guglie più alte erano scolpite alla perfezione con decori che mai nessuno avrebbe potuto vedere… se non qualche piccione e ovviamente Dio che dall’ “alto” guarda tutto.

Che centra tutto questo con la denatalità contemporanea? Dovrete avere un po’ di pazienza e capirete.

Ritorniamo alla domanda fondamentale: perché non nascono più bambini nella nostra società?

Molti scrivono che questo è l’esito della crisi economica, della crisi occupazionale, del precariato. Ciò è vero, ma in minima parte. Ci sono almeno due motivi che ci fanno capire che tali questioni non incidono più di tanto.

La prima. Un tempo le condizioni economiche erano quelle ch’erano, i disagi erano quelli che erano, le fatiche anche (per dirne una: non c’erano i pannolini usa-e-getta) eppure i figli si facevano eccome.

La seconda. In Italia quando si è iniziata a riscontrare la denatalità? Proprio quando le condizioni economiche sono migliorate. Lo spartiacque è stato il boom economico degli inizi degli anni ’60.

Piuttosto sono altre le cause. Precisamente una causa superficiale ed una più profonda.

La causa superficiale ci dice che il benessere, almeno che non si sia spiritualmente maturi, da qui la responsabilità della Chiesa che negli ultimi tempi ha dimenticato la centralità della Croce… dicevamo: almeno che non si è spiritualmente maturi, il benessere conduce all’egoismo, a chiudersi, a gestire sempre più “comodamente” la propria vita.

Ovviamente ciò non significa che bisogna rinunciare al benessere economico tout-court, né che bisogna ambire ad antistorici e deliranti pauperismi. Piuttosto è da ricostruire il rapporto tra l’uomo e il suo esistere; e anche tra la famiglia e il suo esistere.

E qui c’è la causa profonda. Nei nostri tempi c’è stata una perversa alleanza di resa da parte di chi non doveva arrendersi. Si è arresa la cultura, proponendo un dissolutorio nichilismo. Si è arresa la Chiesa mettendo (come abbiamo già detto) ai margini del suo Annuncio la Croce e appiattendo l’Annuncio stesso in un arido immanentismo, facendo sì che venisse meno quella maturità spirituale che sarebbe stata capace di governare e non farsi governare dal boom economico. Il risultato: un disorientamento esistenziale generale. Non si capisce più perché si vive; e quindi non si capisce nemmeno più perché ci si deve sacrificare; perché si devono mettere al mondo dei figli. Si è perso il senso della Speranza!

Un tempo si piantavano i noci, alberi che crescono con una lentezza tediante. Lo si faceva comunque, affinché i figli o i nipoti ne potesse gustare i frutti. Oggi non si piantano più. Si piantano già grossi, con lo zollone, o si piantano i pini dell’Arizona che schizzano subito in alto. C’è, insomma, l’ansia di avere tutto e subito, perché si è inconsciamente convinti che oltre la vita non c’è nulla.

Un tempo no. Un tempo addirittura si facevano le cose belle anche se non si potevano guardare: i decori sulle guglie delle cattedrali. Ciò perché si aveva la certezza che tutto ciò che si fa viene riposto per poi essere ritrovato nell’eternità.

Un figlio lo ritroveremo nell’eternità? Se sì, vale qualsiasi sacrificio.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

2 Comments on "Bene i provvedimenti a favore della natalità… però non dimentichiamo che le cause della denatalità non sono prevalentemente economiche"

  1. Mi permetto di dire che le cattedrali gotiche sono già indice di fine della fede. Infatti, l’uomo che vede sempre meno Dio, va a cercarlo molto in alto, gli apre vetrate multicolori perché in tutti i modi si manifesti. Il cattolicesimo profondo è quello dell’arte romanica, ben ancorata in questo mondo.

    • Questa sua lettura ha un “senso”, ma non siamo d’accordo (ovviamente ci potremmo sbagliare) per dialettizzare i due stili. L’arte gotica è ancora pienamente medioevale. La tensione verso l’alto non è un andare a cercare Dio in Cielo perché non è più nella vita terrena, bensì un ricordare all’uomo quella che è la sua vera méta: si conosce la Terra solo fissando il Cielo.
      Un caro saluto e grazie per il suo intervento.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*