Non poter cambiare la legge di Dio è una questione di logica!

di Pierfrancesco Nardini per il C3S

Ci sono cattolici ai nostri giorni che parlano della dottrina cattolica come di una qualsiasi legge positiva umana.

Ne parlano come di qualcosa che può essere soggetto a modifica, ad abrogazione, ad interpretazioni di diverso tipo… Proprio come una legge.

Nel diritto generalmente la legge posteriore deroga quella anteriore.

L’interpretazione è invece, in sostanza, un’attività che ha lo scopo di determinare il significato da dare ad una norma giuridica per la sua corretta applicazione. Tra i vari tipi c’è quella adeguatrice (che adatta il significato di alcune leggi a quello di altre di grado superiore), quella estensiva (estende il significato della legge oltre il significato letterale) e quella evolutiva (adatta la legge al contesto storico, sociale e culturale in cui va applicata).

Ragionare così della dottrina cattolica però è un errore che tocca un aspetto importante della nostra fede: la comprensione del  rapporto Creatore-creatura, e quindi tra Dio e l’uomo con tutto quel che ne consegue.

Dio è infinito, perfettissimo, “Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”. L’uomo è finito, imperfetto, creatura senza alcun merito nella sua creazione.

Una tale differenza è ontologica, insuperabile per l’uomo, che non potrà mai essere pari a Dio.

Alla luce di questa differenza, si capisce, o meglio, si dovrebbe capire come non è possibile applicare le regole del diritto umano, positivo, alla Legge divina. In altri termini, non si può parlare di questa come se fosse una semplice legge umana.

Perché questo ragionamento? Perché, ad essere sinceri oramai da tempo, c’è chi invece lo fa.

Se si parla come se il Concilio Vaticano II fosse l’unico dogma della Chiesa, l’unica Legge attualmente valida, si fa quel che si è scritto sopra: si sostiene che il Concilio abbia abrogato tutta la Legge precedente.

Se si sostiene che i dogmi sono mutevoli in base alle esperienze e alla Storia, oltre alla gravissima concezione della Storia che giudica la Verità, si sostiene che la Legge divina è soggetta ad interpretazione (adeguatrice, estensiva o evolutiva che sia). Oggi si interpreta così, domani, siccome cambierà il contesto storico e quel che la gente vorrà, si interpreterà cosà…

Peccato che ci sia un dato oggettivo ed è (ci si perdoni il gioco di parole) l’oggettività della Legge di Dio.

Questa è qualcosa di esterno all’uomo, è qualcosa che gli è stato dato e non da lui inventato/costruito.

Proprio come un padre pone delle regole dentro casa e il figlio deve rispettarle senza poterle cambiare, perché non le ha fatte lui ma gli sono state date da qualcuno esterno a lui, che sarà “geloso” di quelle regole, così l’uomo non può cambiare la Legge che gli è stata data da Dio come cosa oggettiva ed estrinseca.

Quando mi accusano di dipingere Dio come un tiranno, io rispondo (mi scuso per il termine molto forte, ma lo si fa per provocare una reazione) “tu invece lo dipingi come un debole che pone delle leggi che non vuole realmente rispettate!”. È proprio l’uso di quel termine forte che molto spesso colpisce…

La legge di Dio, sia perché è “di sua proprietà” e non creata dall’uomo, sia per l’incolmabile differenza di natura, non può essere mai modificata e men che meno abrogata, perché l’uomo non ne ha il potere, non ne ha la possibilità.

L’unica operazione possibile è quella di una migliore estrinsecazione della verità rivelata, che significa spiegarla meglio con parole e modi diversi rispetto al passato, approfondirne la conoscenza, ma non cambiarne il senso. Tutt’altro che interpretazioni adeguatrici, estensive o evolutive tipiche (e giuste) per le leggi umane.

Altrimenti, se non si segue questo, si arriva al puro relativismo (non esiste verità assoluta, le cose possono cambiare in ogni momento, quindi anche i significati delle verità divine, dei dogmi). Se, infatti, quel che viene domani può abrogare quel che è detto oggi, quel che verrà dopodomani potrà nuovamente cambiare le carte in tavola.

La conseguenza è scalzare Dio dal suo trono nei Cieli e sedersi accanto a lui in situazione paritaria, quindi … renderlo inutile, rendere indifferente il credere o meno, il suo stesso esistere.

Che cambia se Dio esiste o no, credere o meno, se tanto io uomo sono pari a Lui, tanto che posso cambiare la Sua Legge?

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

il Cammino dei Tre Sentieri


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