Papa Francesco: il clericalismo allontana i giovani. Verissimo! Ma cos’è davvero il clericalismo?

Cari pellegrini, nel discorso che il Papa ha rivolto sabato 16 settembre ai partecipanti al capitolo generale dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù ci sono due passaggi su cui desideriamo fare qualche riflessione.

Il primo passaggio è sul clericalismo. Il Papa ha detto: “Vi prego, non cedete al male del clericalismo, che allontana il popolo e specialmente i giovani dalla Chiesa.”

Verissimo. Siamo perfettamente d’accordo con papa Francesco. E’ proprio così. Il clericalismo è una distorsione dell’autentico Cattolicesimo e se c’è un tipo umano che più facilmente si accorge delle distorsioni è proprio il giovane. Questi ha sul punto le “antenne” ben funzionanti. Proprio perché patisce in sé una vulnerabilità all’incoerenza (il giovane da questo punto di vista ha una fragilità che cerca di compensare con scelte radicali) avverte molto più spiccatamente chi tende a fare il “doppio gioco”; chi si presenta in un modo, ma poi fa in tutt’altro modo.

Dove è però il problema? E’ capire cosa è davvero il clericalismo. Ne abbiamo già parlato in una sosta (clicca qui). Lo ricordiamo ancora una volta: il clericalismo, proprio perché è una distorsione del cattolicesimo, tradisce la missione della Chiesa. Qual è questa missione? Prima di tutto salvare le anime. Gesù dice chiaramente: “Non temete coloro che possono uccidere il corpo, bensì coloro che possono uccidere l’anima.” (Matteo 10).

Quando però questa missione principale viene meno, allora la Chiesa deve trovare la sua ragion d’essere facendo molto, facendo troppo, e perfino pretendendo di fare tutto. Arrivando perfino a trasformare i sacerdoti in operatori e assistenti sociali. Con risultati che lasciano il tempo che trovano, perché per ogni vocazione c’è una grazia di stato che la Provvidenza dona. Un conto è il sacerdote che prima di tutto mira a salvare le anime e che poi fa promozione umana (per esempio un don Bosco); altro è il sacerdote che vuole fare sol promozione umana. In questo caso -è inutile che ci prendiamo in giro- questi non riceverà mai la grazia di stato specifica che invece possiedono coloro che sono competenti in materia. Negare questo è clericalismo!

Il secondo passaggio è sul compito della missione. Parole che purtroppo si legano alla questione che denunciavamo prima. Il Papa ha detto che i missionari devono adoperarsi per: “…per la giustizia e la solidarietà con i deboli e i poveri, a dare speranza e dignità ai diseredati, ad andare dovunque un essere umano attende di essere accolto e aiutato. Mandandovi come missionari nel mondo, è questo il primo Vangelo che la Chiesa vi affida: mostrare nelle vostre persone e con le vostre opere l’amore appassionato e tenero di Dio per i piccoli, gli ultimi, gli indifesi, gli scartati della terra.”

Ora, se per deboli e poveri si intendono principalmente i peccatori, cioè coloro che stanno seriamente rischiando l’anima, allora il compito primario della missione è rispettato. Ma se invece per poveri e deboli si intendono sempre e comunque delle categorie sociologiche, allora torniamo a cadere nella tentazione clericalista, o per lo meno corriamo il serio rischio di caderci.

Di quel clericalismo che -come ha detto giustamente il Papa- non può affascinare i giovani, anzi li allontana spaventosamente da Cristo e dalla Sua Unica Chiesa.

Noi de Il Cammino dei Tre Sentieri vogliamo essere integralmente cattolici ma non clericalisti. Vogliamo che l’annuncio torni alla sua bellezza originaria. Un salvezza che sia dell’uomo nella sua interezza: prima quella dell’anima e poi quella del corpo!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 

 

 

 

I Missionari del Sacro cuore sono presenti in cinquanta paesi dai cinque continenti, con un aumento delle vocazioni in America del Sud, in Oceania e in Asia.

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