Per i genderisti guai a discriminare… a meno che non si è contro il gender

da notizieprovita.it – Autore: Redazione

Heather Brunskell-Evans è una filosofa e sociologa femminista. Una di quelle femministe che sostiene che la pornografia viola la dignità delle donne ed è contraria alla legalizzazione della prostituzione. Sembra abbia davvero a cuore la salute delle donne. Le abbiamo proposto un’intervista per parlare anche di aborto e contraccezione, vediamo cosa ci risponde…

Donne si nasce o si diventa?

Intanto rileviamo che gli ideologi del gender e più precisamente del transessualismo sono bravissimi a gridare contro le discriminazioni di quegli uomini che si sentono donne, ma vengono considerati uomini, mentre le donne che sostengono che “donne si nasce, non si diventa” non hanno diritto di parola. Possono essere discriminate.

Alla Evans, ricercatrice del King’s College di Londra  è stato impedito di tenere una conferenza su “pornografia e sessualizzazione delle donne”perché aveva sostenuto che gli adulti transgender si possono definire “in qualsiasi modo vogliano”, ma che sui bambini serve prudenza: “Se un bambino decide che è un astronauta, ci si può giocare sopra, ma chiaramente il bambino non è un astronauta”.

Una femminista denuncia le intimidazioni della Gaystapo

La Brunskell-Evans è a capo delWomen’s Equality Party (partito per l’uguaglianza delle donne) ma evidentemente non sposa l’ideologia gender quindi è stata censurata. Ne scrive Giulio Meotti, su Il Foglio: « “La vigliaccheria della risposta istituzionale è più che riprovevole”, ha poi detto Brunskell-Evans al Times, sostenendo che le istituzioni accademiche stanno silenziando il dibattito per paura di offendere la comunità transessuale. “Nessuno parlerà. Le brave persone stanno indietro, non fanno niente, come altre vengono messe alla berlina. Le organizzazioni e gli individui sono pietrificati dall’idea di essere viste come portatori di idee che non sostengono in modo inequivocabile la dottrina transgender. E’ davvero scioccante”. Il King’s College di Londra aveva da poco assunto dei “marescialli dello “spazio sicuro” per fare la guardia a eventi universitari cui prendono parte ospiti controversi. Il sindacato studentesco dell’Università ha chiesto a questi “ufficiali”, pagati dodici sterline all’ora, di vigilare su eventi dove esiste un potenziale di offesa per i membri del pubblico».

Questo ci ricorda che ormai nel Regno Unito si respira un clima orwelliano.

Le donne, femministe, discriminate dal transessualismo

Meotti ricorda che molte donne, femministe doc si sono apertamente schierate contro la follia transessualista, per esempio Camille Paglia, o Linda Bellos,  nera, ebrea, lesbica e femminista che mesi fa è stata censurata a Cambridge.

«Germaine Greer, icona del movimento femminista, aveva detto che i trans “non sono donne” e che “il messaggio è che un uomo che si impegna così tanto per diventarlo, sarà una donna migliore di qualcuno che è nato donna”. Era così partita una petizione per cacciare Greer dall’Università di Cardiff.

Quando la più ovvia realtà diventa un’eresia…

Fino a oggi, la civiltà è progredita attorno all’idea che il sesso biologico fosse definito alla nascita. “Questa è l’eresia ora” ha scritto il direttore del magazine libertario inglese Spiked, Brendan O’Neill. “Non importa che la maggior parte della gente lo creda, o che la società sia stata organizzata su questa base per secoli: dall’oggi al domani è diventato inammissibile. Stiamo coltivando una nuova generazione che si aspetta che ogni proprio istinto sia rispettato istantaneamente e peggio che le infrastrutture sociali, dai bagni alle politiche, si muovano attorno ai loro istinti”.

E se le donne protestano, i bambini subiscono

Ricordiamo che nel Regno Unito già si raccolgono i frutti di questa politica prona al transessualismo, denunciata dalle donne che riescono ancora a guardare oltre l’ideologia: il numero di bambini e adolescenti inglesi che intraprendono l’iter per “cambiare sesso” cresce in modo esponenziale ogni anno.

Il Regno Unito orwelliano si sta preparando alla società del Mondo Nuovo.

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1 Comment on "Per i genderisti guai a discriminare… a meno che non si è contro il gender"

  1. Sempre più diabolico.

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