Perché la Siria è invisa all’Arabia Saudita? Un vecchio articolo lo spiega molto bene

Abbiamo ripescato un articolo del 2016, pubblicato su occhidellaguerra.it, a firma di Luca Fortis, che è molto utile per capire il mosaico religioso che costituisce la Siria e quindi il perché  questo Paese sia inviso all’Arabia Saudita e al Sunnismo in genere.

Il governo di Bashar Al Assad ha tenuto delle elezioni parlamentari nella parte del paese che controlla.

Questo pochi giorni dopo le notizie trapelate in Europa su un documento che sarebbe stato presentato da una parte degli Alawiti siriani, dal titolo “Dichiarazione di Riforma dell’Identità“,  che potrebbe portare a sviluppi ancora difficile da capire in Siria. Gli Alawiti sono la comunità religiosa di cui fa parte il presidente Bashar Al Assad e da sempre sono la colonna portante del partito Bath nel Paese. Il fatto che in questo testo, una parte della comunità, sembri aprire ad un accordo con i sunniti, tanto da ipotizzare che qualcuno di loro possa diventare presidente, in cambio del mantenimento della laicità della stato, se confermata dai fatti nei prossimi mesi, rappresenterebbe una notizia importante.  Solamente il tempo mostrerà la veridicità o meno di questo documento. Così come sarà interessante vedere se il regime siriano permetterà a qualcuno degli oppositori più moderati di essere eletti. 

Quello che però appare chiaro è che ad oggi nessuna delle potenze sunnite mediorientali, alleate dell’occidente, abbia mai appoggiato partiti politici sunniti chiaramente laici in Siria. Questo fatto apre molte domande sulla politica occidentale nella regione, che ha finito per legarsi all’Arabia Saudita che appoggia gli islamisti wahabiti o alla Turchia e al Qatar che appoggiano i Fratelli Mussulmani. Gli unici alleati sunniti laici sono i curdi che però sono mal visiti dall’Arabia Saudita e sopratutto dalla Turchia. 

L’unica eccezione, come detto, sono i partiti curdi laici che hanno ottimi rapporti, sia con gli americani, che con i russi, ma che sono stati bombardati dai turchi nei mesi scorsi. 

Sia i wahabiti che i Fratelli Musulmani vogliono creare in Siria una repubblica islamica basata sulla Sharia  e non vedono di buon occhio le minoranze sciite, alawite e cristiane. Né ad oggi i loro sponsor sauditi, qatarini e turchi, hanno dato formali garanzie alle minoranze religiose e curde sul loro ruolo nel futuro del paese. Quello che sembra mancare a queste forze alleate degli Stati Uniti e di molti paesi europei, è il riconoscimento della multi confessionalità della Siria e della laicità che la ha sempre contraddistinta, pur in assenza di democrazia. Bisogna quindi vedere se il possibile, ma non scontato passo in avanti degli alawiti verso una maggiore democraticità, corrisponderà uno dei sunniti verso la laicità e accettazione del ruolo delle tante minoranze. 

Gli Alawiti, da sempre estremamente laici, hanno avuto negli ultimi anni dei rapporti molto difficili con l’Occidente. Il partito Baatista, prese il potere nel paese proprio per garantire che le minoranze non fossero schiacciate dalla maggioranza sunnita. Pur di ottenere questo risultato il regime Baatista non ha mancato di usare la mano pesante contro chiunque mettesse in discussione il suo potere, soprattutto contro i Fratelli Mussulmani. Nonostante gli stretti rapporti con l’Iran e con gli Hezbollah libanesi, il sospetto di essere implicato in atti di terrorismo internazionale e la forte repressione interna, il regime degli Assad, ha comunque creato una cospicua borghesia laica. Ed è da questa che bisogna partire per ricostruire il paese. Va anche detto, che la ferocia del regime non è poi così diversa da quella di molte forze islamiste legate ai paesi del Golfo e alla Turchia. Per non parlare del fatto che questi paesi, o parte delle loro società, almeno in una prima fase, sono state sospettate di avere chiuso un occhio, se non due, sull’espansione dell’Isis nella regione. 

La religione alawita è un credo esoterico e rivelabile per gradi a pochi iniziati. Dal momento che questa religione è stata proibita per molto tempo, i suoi fedeli consideravano il dichiararsi sunniti o sciiti come una “specie di vestito puramente esteriore, mentre la sostanza del loro credo rimane misteriosa”. La gran parte degli alawiti non conosce la propria religione che è rivelata solamente a una stretta élite di fedeli. 

Secondo alcuni la religione alawita si baserebbe su principi gnostici e neoplatonici. Tutte le persone all’inizio sarebbero state delle stelle e dovranno reincarnarsi almeno sette volte per poter tornare a essere tra le stelle insieme ad Ali. Gli Alawiti bevono poi vino come forma di comunione e festeggiano il Natale, facendo così propri,  secondo alcune teorie, alcuni aspetti del cristianesimo. Prima dello scoppio della guerra civile meno del 64 % della popolazione siriana era sunnita, il 26 % era alawita, druso o sciita, mentre il 10% cristiano. Solamente se le varie fedi e gruppi culturali sapranno riconoscersi reciprocamente la Siria potrà rinascere. 

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