Perché un cattolico non può accettare il concetto di “sviluppo sostenibile”

Il concetto di “sviluppo sostenibile” è riconducibile al darwinismo sociale.

Esso nasce negli anni ’50 del XX secolo utilizzando lo studio dei tassi di produttività dei pesci per stabilire la sostenibilità della pesca. L’applicazione agli uomini avvenne negli anni ’70 con la Commissione Internazionale dell’ONU su ambiente e sviluppo.

In un documento dell’ONU del 1987, dal titolo Il nostro futuro comune, al capitolo Popolazione e risorse umane è scritto: “Ogni anno il numero di esseri umani aumenta, mal’ammontare di risorse naturali con cui sostenere questa popolazione (…) resa definita.”

Dunque, le politiche globali di  sviluppo sostenibile hanno come obiettivo il controllo delle nascite nei Paesi poveri e il freno della crescita economica nei Paesi ricchi; e, pertanto, il concetto di sviluppo sostenibile è legato ad una concezione negativa dell’uomo.

Benedetto XVI nella Caritas in veritate parla di “sviluppo umano integrale” che deve tener conto che l’uomo è a “immagine e somiglianza” di Dio. Benedetto XVI aggiunge che “l’umanesimo che esclude Dio è un umanesimo disumano“.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza 

Il Cammino dei Tre Sentieri 


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