Pochi lo sanno, ma san Filippo Neri riuscì ad ottenere anche il miracolo della resurrezione di un morto

Nella vita di san Filippo Neri vi è un miracolo strepitoso accaduto per sua intercessione. Il 16 marzo del 1583 il giovane aristocratico Paolo Massimo morì dopo una lunga malattia durata tutto l’inverno. Il giovane era figlio del principe Fabrizio Massimo e di Lavinia de’ Rustici. San Filippo, che frequentava la casa ed era amico di famiglia, fu immediatamente avvertito. Giunse a benedire la salma, ma era profondamente rammaricato per non aver potuto assistere il ragazzo al momento del trapasso. Si mise allora a pregare accanto al corpo, poi chiamò il giovane e questi mosse dapprima le palpebre e poi si risvegliò. Il giovane disse di volersi confessare di un peccato che aveva dimenticato di accusare. San Filippo lo confessò. Il giovane si mise a parlare, per circa mezz’ora, della madre e della sorella defunte. La sua voce era ferma e chiara e il colorito roseo. Ai presenti sembrava che il ragazzo non avesse patito alcuna sofferenza. San Filippo gli chiese: “Sei contento di morire?” Il giovane disse di sì, perché desiderava quanto prima raggiungere in Paradiso la madre e la sorella. Allora il Santo, ponendo la mano sul capo del ragazzo, gli disse: “Va’, che tu sia benedetto e prega Dio per me.” Detto questo, il giovane Paolo morì nuovamente. Come racconta il Bacci (biografo del Santo) al fatto erano presenti vari testimoni: il padre Fabrizio con due sue figlie (poi suore in Santa Marta), Violante Santa Croce (la seconda moglie del principe Fabrizio), la domestica che aveva assistito il giovane nella sua malattia e altri ancora.

Questo strepitoso miracolo rimase segreto per molto tempo, fin quando, in occasione del processo di canonizzazione di san Filippo, nel settembre del 1595, il principe Fabrizio Massimo lo rivelò nella sua testimonianza.

La stanza dove avvenne il miracolo fu trasformata in Cappella e questa si trova a Roma al secondo piano del cosiddetto Palazzo Massimo “istoriato” (così chiamato per le pitture a monocromo della scuola di Daniele da Volterra poste sulla facciata che volge verso la piazzetta de’ Massimi).

Il 16 marzo del 1839, in occasione dell’anniversario del miracolo, papa Gregorio XVI visitò la cappella e la elevò al grado di chiesa pubblica. Da allora ogni 16 marzo la cappella è visitabile. In essa si conservano due importanti reliquie di san Filippo: i suoi occhiali e il suo rosario.

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