Presidente Mattarella, gli uomini che pretendono darsi la libertà da soli… stanno nei manicomi!

Il presidente Mattarella, in occasione dei festeggiamenti per il 25 aprile, è caduto ancora una volta -come di par suo- nella solita retorica. D’altronde non è il primo né -ahinoi- sarà l’ultimo a cimentarsi in affermazioni che dicono sempre e comunque la stesse cose.

Ora, fin quando fossero semplicemente le stesse cose, pazienza. il problema è che sono-spesso- cose che costringono a dosi ben consistenti di eparema affinché il fegato di chi le ascolta le possa facilmente sopportare e metabolizzare.

C’è una frase che ci ha colpito particolarmente. Una frase ad effetto. Tanto ad effetto che il nostro Presidente avrà pensato di dire chissà cosa di grande. Quando invece non è affatto una cosa grande, anzi, molto piccola e perfino assai pericolosa.

Se poi a questo si aggiunge che colui che l’ha pronunciata si dice anche cattolico, la cosa è ancora più insopportabile.

Prima di dirvi a quale frase ci riferiamo, facciamo una precisazione. Si sa che l’identità cattolica a cui Mattarella fa da sempre riferimento è quella del “cattolicesimo democratico”, il quale ha tutto di “democratico” (nel senso più deleterio di questo aggettivo) e ben poco di cattolico.

Ma veniamo alla frase. Essa suona così. Tenetevi forte: “Non esistono liberatori, ma solo uomini che si danno la libertà”. 

Una frase che è semplicemente inaccettabile e intrisa fino al suo midollo di menzogna. Una frase che -diciamocela tutta- è altamente scandalosa, nel senso tecnico della parola, cioè nel senso che spinge chi la ascolta a sposare quanto di più falso possa esistere.

Una frase che è errata da un punto di vista religioso. Tutto il Cristianesimo, infatti, si fonda sulla liberazione operata dal Liberatore, che è Gesù. E se non ci fosse stato Gesù, non ci sarebbe stata alcuna liberazione possibile. Anzi, uno dei motivi per cui Gesù si scagliava contro i farisei era proprio perché questi -di fatto- credevano che l’uomo potesse darsi una salvezza da sé. Insomma, l’uomo come salvatore di se stesso.

Ma si potrebbe obiettare: Mattarella non intendeva certo la dimensione religiosa; intendeva piuttosto la dimensione politica; d’altronde questa frase è estrapolata da un discorso in cui egli ha denunciato l’inaccettabilità di rinunciare alla libertà pur di assicurarsi una certa sicurezza sociale.

Rispondiamo alla possibile obiezione: è vero che Mattarella ha fatto riferimento alla dimensione politica, ma è pur vero che anche da un punto di vista politico, culturale, e quindi potremmo dire “naturale”, affermare che l’uomo possa darsi la libertà da sé senza affidarsi a qualcuno è ugualmente una grande e pericolosa menzogna.

Una pericolosa menzogna che alla base di quella prospettiva politicamente pericolosa e contraria a qualsiasi antropologia classica secondo cui l’uomo sia un’isola a sé stante. Una prospettiva che risponde ad una concezione molto conosciuta e su cui non si finirebbe mai di denunciarne la perversità. Ci riferiamo all’individualismo. Individualismo che si può declinare in molteplici modi: politico, economico, sociale... e chi più ne ha, più ne metta.

A dimostrazione che vogliamo tenerci sul piano puramente naturale e non “soprannaturale” o teologico, scomodiamo l’antico (ma per nulla vecchio!) Aristotele. Questi nella Politica parla dell’uomo come un essere naturalmente sociale. Attenzione all’avverbio: “naturalmente”. Egli non dice che l’uomo è un essere sostanzialmente sociale, il che vorrebbe dire annullare l’individualità in un magma collettivo indistinto. Non dice nemmeno che l’uomo è un essere accidentalmente sociale, ovvero che l’uomo basti a se stesso. Dice invece che l’uomo è un essere naturalmente sociale. Il che vuol dire che l’uomo è sì individuo, con una sua propria ontologia e responsabilità, ma è inevitabilmente (cioè naturalmente) inserito in un sistema comunitario di cui non può fare a meno, pena la distruzione della sua natura. Ed è solo da e con questo sistema che si realizza la sua (dell’uomo) realizzazione (chiediamo scusa del gioco di parole); nel senso che in questo modo l’uomo trova negli altri ciò che in natura non ha. Cioè trova negli altri la vera “liberazione”; altri che per sé sono i suoi “liberatori”… e viceversa.

Negare questa evidenza è solo follia!

Aproposito di folli, leggete ciò che Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) scrive in Ortodossia: “I materialisti non riescono mai a comprendere bene neppure il mondo: fanno affidamento in tutto e per tutto su poche massime ciniche non vere. Ricordo che una volta stavo passeggiando con un facoltoso editore, il quale fece un’osservazione che avevo già sentito in altre occasioni; si tratta, in effetti, quasi di un motto del mondo moderno. (…). L’editore disse di qualcuno: ‘Quell’uomo farà strada perché crede in se stesso.’ (…). Gli dissi: ‘Vuole che le dica dove si trovano gli uomini che più credono in se stessi? Perché glielo posso dire. (…) Gli uomini che davvero credono in se stessi stanno nei manicomi.”

Insomma, Presidente Mattarella, gli uomini che pretendono darsi la libertà da soli… stanno nei manicomi! Noi preferiamo continuare a ragionare e siamo convinti che nessuno può darsi ciò che non ha.

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1 Comment on "Presidente Mattarella, gli uomini che pretendono darsi la libertà da soli… stanno nei manicomi!"

  1. quelli di ieri….i soliti cattocom
    cosa aspettarsi? il NULLA e il loo povero manicomio.

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