Prima Settimana di Quaresima: la sapienza di fermarsi dalla frenesia quotidiana

di Maria Bigazzi

Il tempo di Quaresima è cominciato e stiamo già attraversando la prima settimana. Un tempo propizio per fermarsi dalla frenesia del quotidiano e dedicare molto più spazio alla riflessione sui propri doveri cristiani e per riparare le negligenze e i peccati commessi.

Questo periodo deve aiutarci a penetrare il mistero della nostra Redenzione, a meditare sulla Passione e Morte di Nostro Signore e a cambiare la nostra vita perché possa diventare sempre più specchio di Dio.

Preghiera e penitenza devono caratterizzare questi 40 giorni, perché attraverso queste due pratiche si riesce a combattere il demonio e le sue tentazioni. Quest’ultimo sta facendo credere, secondo la concezione moderna che dilaga nella nostra società, che esse non servano a nulla e che il Signore non approvi la mortificazione.

Gesù stesso nel Vangelo ci ricorda che con la preghiera e con il digiuno si sconfiggono i demoni, e quanto queste armi siano necessarie per lo spirito, oggi particolarmente sollecitato da una sempre più diffusa esaltazione dei sensi e dei piaceri.

Un altro prezioso insegnamento del Signore è quello di pregare e offrire sacrifici al Padre Celeste nel segreto, mostrandoci sempre gioiosi come ci invita l’Apostolo, perché portatori di Cristo e uniti a Lui nella sofferenza e nella prova.

Cosa può esserci di più bello che unirsi in modo particolare a Gesù in questo periodo per vivere assieme a Lui il dolore della Passione e Morte e poi la gioia della Risurrezione?

Questa unione deve poi persistere nella nostra vita e fare in modo che giorno dopo giorno il nostro cuore si trasformi completamente e il suo alimento provenga solo dal Cuore di Gesù.

Perché così avvenga sono necessari alcuni fondamentali propositi. Innanzitutto, accostarsi ai Sacramenti, in particolare alla  Confessione e alla Eucaristia, fonte zampillante di forza e amore.

Nell’Elevazione Eucaristica “Hostia pro Hostia”, testo scritto dal venerabile don Dolindo, attraverso le parole di Gesù, egli ci istruisce circa la santa Eucaristia e su come anche noi, offrendoci a Lui, dobbiamo compiere una trasformazione graduale interiore che assimili la nostra persona a Gesù Ostia.

Scrive infatti, “Più mi ami, più confidi in me, più mi cerchi, più ti alimenti della mia vita, e più io ti sostituisco, fino a renderti piena della mia vita, come un’Ostia consacrata”.

Una volta imparato a stare alla scuola del Tabernacolo, non ci si potrà più allontanare da esso e il nostro cuore cercherà l’Amato prigioniero per Amore, e da Lui troverà sempre consolazione, pace e consiglio.

Con la preghiera, la recita del santo Rosario, il sacrificio e la mortificazione, l’armatura per affrontare le tentazioni è sicura e resistente. Ma lungo il tragitto talvolta si può cadere, per questo sono necessarie la costanza e il supporto dei Sacramenti, balsamo e ristoro per l’anima.

Il Vangelo della prima domenica di Quaresima che ci accompagna in questi giorni ci fornisce altri importanti punti per fortificarci nella Fede e combattere il demonio.

Nel dialogo con il demonio, Gesù ci dà un primo insegnamento: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. L’uomo non può nulla se lontano da Dio, Egli solo gli ha conferito dignità e solo in Lui noi troviamo compimento. Se non si apre il cuore alla Grazia di Dio, non si può accogliere la sua parola e il dono totale che Egli fa di sé, trasformando la nostra vita al punto di vivere e morire solo per Lui. Ed è il Sacramento dell’Eucaristia che in modo particolare accende l’amore di Dio in noi, nei nostri cuori e che ci permette di non cadere nella tentazione di sostituirci a Dio e di “trasformare le pietre in pane”.

Il secondo insegnamento del Signore è quello di “Non tentare il Signore Dio tuo”. Gesù ci ricorda la gravità del peccato che ci allontana da Lui e che forma un muro contro il suo Amore per noi.

Tentare Dio, significa cadere nella superbia di disobbedirgli per amor proprio, recando offesa a Colui che ci ha creati perché seguendo i suoi precetti, possiamo intraprendere la via per compiere il bene e raggiungere il nostro fine, che è Dio stesso.

La perfetta felicità dell’uomo non consiste nel vivere nel piacere come se Dio non esistesse, ma nel conoscerLo e amarLo, nel servirLo e nell’offrirGli tutta la creazione.

Nel terzo insegnamento il Signore ci ricorda con fermezza ciò che non dobbiamo mai dimenticare e che chiude definitivamente la bocca al tentatore: “Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto”. Egli è l’unico e vero Dio, Colui che l’uomo cerca e in cui trova la sua pienezza. Il Signore ci richiama a non avere altro Dio all’infuori di Lui, perché tutte le altre false divinità create dall’uomo, sono per noi rovina e causa di morte eterna. “Chi non è con me, è contro di me” (Mt 12, 30).

Che questo Cammino sia ricco di grazia e di vera conversione, con la certezza che, vissuto solo per Dio, ci darà la forza di affrontare ogni prova e tentazione con la sicura vittoria che viene solo dal nostro Salvatore.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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