Privarsi di Maria, è privarsi della via più veloce e sicura per giungere a Gesù

di Pierfrancesco Nardini


Il Royo Marin scrive: “Maria rappresenta la via più breve e sicura per giungere a Cristo, e con Lui al Padre” (Teologia della perfezione cristiana).

Il dominicano spagnolo sintetizza in modo mirabile l’importanza della Vergine nell’economia della salvezza.

È un concetto espresso in modo continuo da tutti i santi. La perseveranza di questo insegnamento è dovuto alla sua importanza. Fa comprendere ed approfondire quanto Maria sia fondamentale per poter vivere bene la vita terrena ed avere poi la visione beatifica di Dio in quella eterna.

È “la via più breve e sicura” perché, come tutte le madri, ha un’influenza sul Figlio, è da Lui onorata anche in Cielo come accadde sulla terra. E per questo ottiene da Cristo ogni cosa che chiede, perché Lui, per l’amore che le porta, accoglie ogni sua richiesta, così come fece durante la Sua vita terrena (v. Nozze di Cana).

Maria è stata donata da Dio agli uomini in stretta correlazione al Redentore. Come Corredentrice, non può che essere “la via più breve e sicura per giungere a Cristo”.
Lo è più di ogni santo, anche di San Giuseppe (che è secondo però solo a lei), ed anche degli Apostoli. Lei, per la sua maternità divina, è la Regina, incoronata in Cielo (quinto mistero glorioso), è “Regina degli angeli, Regina dei patriarchi, Regina dei profeti, Regina degli Apostoli, Regina di tutti i santi”.

Non approfondire e non dare importanza alla devozione mariana significa quindi privarsi della “Porta del Cielo”, della via più diretta e semplice per la salvezza dell’anima.


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