Quando i genitori si separano, i figli soffrono più di quando un genitore muore. Si sa, ma nessuno lo dice.

Stanno aumentando i casi di suicidi di adolescenti. Internet? Giochi di ruolo? Certamente ci sono più cause. Ma spesso si tace un disagio molto più diffuso, che è quello dello sfascio della famiglia. Detto in termini più semplici e chiari: la separazione dei genitori.

Diciamo solo poche cose.

Di figli che rimangono orfani di uno o di entrambi genitori ci sono sempre stati. Ieri più che oggi, vista la mortalità di un tempo. Eppure queste situazioni non determinano malesseri sul piano psicologico e sociale.

La perdita di un genitore è una sofferenza, ma psicologicamente “metabolizzabile”: papà è morto e mi aiuta dall’aldilàmamma è morta e mi aiuta nell’aldilà.

Quando invece due genitori si separano, la “metabolizzazione” psicologica è più difficile. Sembra strano perché fisicamente i genitori restano. E invece non è così: si constata dolorosamente che è svanito l’amore di cui la propria vita è il frutto, e inconsciamente ci si mette in discussione, pensando: così come quell’amore, anch’io era meglio che non ci fosse mai stato. 

Un tempo, la perdita dei genitori non causava devianze giovanili. Oggi si vada a vedere cosa accade, per esempio, nel Regno Unito: i giovani allo sbando a causa della sparizione della famiglia.

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