Quando pensi di essere chissà chi, sappi che l’Immacolata conservò l’estrema umiltà anche al momento dell’Annunciazione

Il cammino, soprattutto se procede nell’oscurità, ha bisogno di luce. I pellegrini di un tempo utilizzavano le fiaccole. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri le fiaccole sono alcuni aneddoti edificanti che si offrono come modelli per uscire vincitori dalle prove e dalle angustie del vivere.
Attingiamo luce da esse.

L’umiltà non è la più grande delle virtù, ma è certamente quella più importante, perché senza di essa le altre virtù non possono esserci.

C’è un bell’esempio che fa capire: se si ha una collana e la si vuole rivendere, un conto è rivendere le singole perle, altro è voler rivendere il filo. Per le perle possono dare anche un bel gruzzoletto, ma per il filo non danno nulla. Eppure senza il filo non è possibile avere una collana. Ebbene, le singole perle sono le virtù più grandi, il filo è l’umiltà, che vale sì meno, ma è necessario perché le perle possano rimanere unite formano una collana.

A proposito dell’umiltà, la Vergine disse a santa Veronica Giuliani:

Figlia mia, sappi che, quando venne l’angelo Gabriele a darmi questo annunzio da parte di Dio onnipotente, io stavo nella cognizione della mia bassezza e viltà; ed è questo l’esercizio che do a te. Sta sempre avvilita e annichilita sotto tutti, come vile fango e polvere.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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