Riforma elettorale: da “una testa, un voto” ad “un escamotage… e poi il voto!”

Ci state capendo qualcosa di questa serrata discussione sulla riforma elettorale?

Non ci riferiamo alle proposte in sé (che già di suo sono luminose come una notte senza luna), ma alla discussione in sé. O meglio: al fatto che se ne discuta nei termini che sono visibili a tutti.

La domanda da cui siamo partiti, ovvero se ci stiate capendo qualcosa, ha un valore un po’ retorico perché qualcosa vogliamo dirvi a riguardo. Ovviamente ciò che noi abbiamo capito.

La prima cosa -lo abbiamo già accennato qualche giorno fa (clicca qui)- la discussione è tutta finalizzata alla conservazione del proprio esistere, della propria visibilità, e quindi anche del proprio potere. Sì, potere… perché se un partito ha la capacità di incidere, è potente; ma se invece gli manca questo, vale come il due di briscola.

Ma questo lo hanno capito anche i bambini.

C’è invece un’altra cosa a cui forse non si pensa. Ovvero che ciò che stiamo assistendo in questi giorni dimostra con estrema chiarezza quanto ingannevole sia il democraticismo. Attenzione: non utilizziamo il termine “democrazia“, ma “democraticismo“, che è una sua deriva.

Con il termine “democrazia” s’intende un modello di governo che di suo è comunque ancorato ad alcuni vincoli. Si tratta di un modello “limitato”, nel senso di essere anch’esso giudicato dalla Legge Naturale. Un modello che può piacere o non piacere, su cui si può essere più o meno d’accordo, ma che ha una sua naturale e anche soprannaturale legittimità.

Con il termine “democraticismo” s’intende invece una deriva della democrazia. Ovvero una democrazia che pretende auto-giudicarsi, imporsi come unico modello giusto e legittimo. E proprio per la sua caratteristica, cioè il coinvolgere più persone alla responsabilità del governo. E pertanto su questo coinvolgimento si costruisce il mito dell’esclusiva legittimità e giustezza morale: solo la democrazia, il resto è tirannia!

Ma il reale -anche la vera Storia, direbbe il buon Vico- è galant’uomo e fa capire la menzogna di tutto questo.

Siamo ormai passati dall’utopia “una testa un voto” alla squallida realtà “un escomatage …e poi il voto” per far vincere non la maggioranza, bensì coloro che meglio hanno progettato per far vincere o rimanere a galle le proprie congreghe.

D’altronde non è un caso che le ultime maggioranze in Italia sono solo maggioranze in Parlamento, ma non nel Paese!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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