Rimborsopoli per i Grillini? Andiamo alla scuola del vecchio Manzoni!

Produzione C3S

In un talk-show televisivo il noto esponente grillino, Alessandro Di Battista, ha difeso il suo movimento sulla questione rimborsopoli.

Dobbiamo riconoscere che lo ha fatto con argomenti efficaci. Ha detto -per esempio- che nessuno può fare la morale a loro visto che i rimborsi non erano certo imposti dalla legge dello Stato, bensì da un codice etico interno al Movimento stesso; che il loro movimento ha restituito 23 milioni di euro e che nessun partito lo ha fatto. Nulla queastio!

Di Battista ha detto anche un’altra verità: che il Movimento non può certo cambiare l’uomo, per cui chi vuole essere poco onesto, Movimento o non Movimento, continuerà ad esserlo. L’importante è controllare.

Giusto! Se non fosse però che il Movimento 5 Stelle poggia su un “dogma” che rende molto debole una simile affermazione.

Qual è questo “dogma”? E quello dell’Immacolata Concezione dell’uomo di “roussouniana” memoria. Ovvero della bontà intrinseca dell’uomo; per cui se l’uomo sbaglia, tutto sommato la colpa non è dell’uomo, ma del sistema.

A conferma di ciò che stiamo dicendo ci sono due elementi.

Il primo è che il Movimento 5 Stelle non si è costruito su un’idea, bensì su un bisogno di onestà in sé, ovvero su un’impostazione di tipo moralistica. Il moralismo il pretendere che la morale -in questo caso l’onestà- poggi su se stessa e si auto-fondi.

Il secondo elemento è una conferma di ciò che abbiamo detto prima, ovvero il prendere come riferimento un filosofo come Rousseau. La nota piattaforma online su cui poggia il Movimento 5 Stelle è proprio intitolata al famoso pensatore ginevrino. E’ vero che forse in questo caso il riferimento è soprattutto al concetto di democrazia diretta (peraltro nei fatti nemmeno tanto sostenuta da Rousseau, ma lasciamo perdere…); è pur vero però che per i Grillini Rousseau è importante, né potrebbe essere diversamente visto ciò che abbiamo detto prima.

Ma torniamo a ciò che il Movimento 5 Stelle dice indirettamente sull’uomo. Si tratta di una vera e propria menzogna antropologica.

Scomodiamo a tal riguardo il vecchio e buon Manzoni. Nel capolavoro de I Promessi Sposi il capitolo 21 non solo fa da spartiacque (nel senso che prima va tutto male per Renzo e Lucia e quindi per il Bene; poi inizia l’apoteosi della Provvidenza, per cui va tutto bene per i protagonisti e tutto male per il Male), esso è anche importante per capire cosa lo Scrittore milanese pensasse dell’uomo. Egli soleva dividere l’umanità in due categorie, coloro che sono dalla parte degli umili e coloro che invece decidono di mettersi dalla parte dei prepotenti. Verissimo. Tutto sommato l’umanità si divide così.

Manzoni, però, ci teneva a precisare che tale distinzione non è circoscrivibile al campo socio-economico, nel senso che non è vero che tutti i poveri decidono di mettersi dalla parte degli umili e tutti i ricchi da quella dei prepotenti. Certo, la povertà più facilmente può far capire il valore dell’umiltà, così la ricchezza più facilmente può tentare verso la prepotenza; ma non c’è automatismo a riguardo.

Manzoni non solo afferma questo, che è verissimo sul piano antropologico, afferma qualche altra cosa che è ancora più decisiva: la scelta che si fa nel profondo del proprio cuore non è mai una scelta definitiva. Chi sceglie il Bene è chiamato continuamente a faticare per confermare la propria scelta. Così, chi sceglie il Male non è definitivamente perduto, può anche rivedere la sua vita, convertirsi. Ed ecco l’importanza del capitolo 21, che è il capitolo della celebre conversione dell’Innominato.

Vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo con i Grillini. C’entra per quella menzogna antropologica a cui abbiamo alluso prima.

Secondo questa menzogna, i politici si dividerebbero in onesti e disonesti non tanto relativamente a scelte che compiono nell’intimo della propria coscienza, quanto per appartenenza alla vecchia o alla nuova politica. Se si appartiene alla vecchia politica si è automaticamente disonesti. Se si appartiene alla nuova politica (quella del web, delle piazze, delle raccolte-firme e quant’altro …) si è necessariamente onesti.

Convinzione, questa, che non solo è di un’ingenuità spaventosa, ma che è anche stata smentita dalla storia remota, da quella prossima e anche da quella presente. Vi ricordate cosa accadde ad alcuni politici dell’IDV (Italia dei Valori)? Partito che fece dell’incorruttibilità neogiacobina il suo cavallo di battaglia, partito giustizialista … che poi finì col trovarsi nelle sue fila alcuni amministratori che appena “potettero” … “fecero”.

C’è un famoso detto che dice: i soldi fanno venire la vista ai ciechi. Si tratta di un’espressione popolare che esprime una verità indiscutibile. L’uomo (anche quello che crede di essere forte nelle sue idee buone e inconfutabili) è tentato dal male e se non si fortifica affidandosi non a se stesso ma a Dio e costruendo tutto sul timore di Dio (cioè sul timore del giudizio di Dio), prima o dopo (molto spesso in modo continuativo anche “durante”) finirà col cedere. La Bibbia lo dice: “Stolto è l’uomo che confida in se stesso”. Parafrasando: Stolta è quella politica che confida sulle proprie buone intenzioni e sui propri metodi.

Dopo Manzoni vogliamo scomodare un altro grande scrittore, l’inglese Chesterton, il famoso creatore di padre Brown, investigatore pressoché infallibile. Ebbene, proprio il sacerdote-detective, alle domande del suo fidato amico Flamboux di come mai riuscisse sempre a scoprire il colpevole, rispondeva dicendo che la sua tecnica era quella di immedesimarsi nell’assassino o nel ladro e pensare cosa avrebbe fatto se fosse stato lui ad aver commesso il misfatto, aggiungendo che ogni uomo può facilmente (attenzione: facilmente!) essere un angelo o un diavolo. Basta poco. Se si confida solo in se stessi il passo verso il Male è brevissimo.

Grillo e i Grillini affermano: utilizzando un’altra tecnica politica, si sarà onesti. Non è così. Solo gli ingenui possono crederci.

E i fatti di questi giorni lo dimostrano!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri   

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