Sala Stampa Vaticana: è il numero che stabilisce la verità… stiamo proprio messi bene!

Ragionare e valutare un’affermazione in base al numero non è certo un ragionare “cattolico”. Forse Greg Burke intendeva altro… nel qual caso, chiediamo scusa. Resta il fatto che ciò che ha scritto Camillo Langone su ilfoglio.it è da leggere…

“Ma figuratevi se facciamo questo per una lettera di sessanta persone”, avrebbe detto Greg Burke a chi gli chiedeva lumi sul presunto blocco vaticano del sito contenente la lettera che accusa il Papa di eresia. Burke è cattolico, di più, è dell’Opus Dei, dunque una cosa del genere non dovrebbe averla nemmeno pensata. In caso contrario il sospetto di eresia si allungherebbe pure su di lui. E’ il mondo, istigato dal suo principe, a ragionare in termini puramente quantitativi. Non Dio, che avrebbe risparmiato Sodoma se solo vi avesse trovato dieci uomini giusti. Non Cristo, i cui apostoli erano dodici, non dodicimila. Un cattolico, un cristiano, sa che il gregge a cui viene assegnato il Regno è piccolo (Luca 12,32). E che per fermentare la pasta basta un pizzico di lievito (1 Corinzi 5,6). Oggi un cattolico cerca di capire se le accuse contenute nella lettera sono giuste o sbagliate. Se giuste, il Papa sarebbe un eretico anche se la lettera fosse firmata da una persona sola. Se sbagliate, il Papa sarebbe cattolico anche se la lettera fosse firmata da un miliardo di persone. Che Greg Burke non abbia davvero dichiarato quello che i giornali riportano. Altrimenti vada a dirigere l’ufficio stampa di Chiara Ferragni: lì è coerente ragionare in termini di follower.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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2 Comments on "Sala Stampa Vaticana: è il numero che stabilisce la verità… stiamo proprio messi bene!"

  1. Anche il vostro commento- a mio sommesso avviso- è un po’ “imprudente” e approssimativo, laddove afferma che, se “le accuse sono giuste, il papa è eretico”. No, mi pare che vi sia scappata “la penna” (tastiera), in questo caso. Ad esempio Mons. Livi, di cui pubblicate una recente intervista, ha chiarito alla NBQ che la correctio non accusa il papa di essere incorso nel peccato (o crimine) di eresia (in senso positivo, canonico e formale), ma di aver contribuito e contribuire a diffondere, con azioni ed omissioni (in atti del suo ufficio, e privati), delle eresie. Non mi pare una distinzione di “lana caprina”, o da poco, vista la delicatezza della questione. Poi ognuno è libero (assumendosene per se stesso le responsabilità) di pensarla come vuole; però, la correctio filialis, tale è.

    • Caro amico, lei ha ragione la Correzione filiale non intende accusare il Papa di eresia, ma che certe espressioni possano indurre a convinzioni e comportamenti eretici. Forse però non avrà fatto caso, in azzurro è riportato l’articolo di Camillo Langone preso da il giornale.it. Non è un nostro commento. Quando selezioniamo un articolo non condividiamo tutto. L’articolo ci sembrava interessante per come criticava l’espressione certamente ambigua di Greg Burke.

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