San Timoteo, vescovo e martire

Alla vigilia della festa della conversione di san Paolo, la Chiesa ha posto la festa di san Timoteo, fedele compagno dei suoi viaggi apostolici. L’Epistola della Messa ci presenta un brano di una delle due mirabili lettere che verso la fine della sua vita. san Paolo scrisse al discepolo per indicargli i suoi doveri di vescovo. 


Epistola (Timoteo 6,11-16)

Carissimo, persegui giustizia, pietà, fede, carità, pazienza, dolcezza. Combatti il buon combattimento della fede, conquista l’eterna vita alla quale fosti chiamato e per la quale facesti, in presenza di molti testimoni, la tua bella confessione di fede. Ti ordino, davanti a Dio che dà vita a tutto e a Cristo Gesù che innanzi a Ponzio Pilato testimoniò quella bella professione: custodisci il tuo mandato immacolato, irreprensibile, fino all’epifania del Signore nostro Gesù Cristo, che, a suo tempo, Egli farà rifulgere: Lui il beato e unico sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, l’unico immortale, che abita in una luce inaccessibile, che nessuno degli uomini vide né può vedere. A Lui onore e potenza eterna. Amen!

Vangelo (Luca 16,26-33)

In quel tempo, Gesù disse alle turbe: “Se uno viene a Me e non Mi preferisce a suo padre, alla madre, alla moglie, ai figli, ai fratelli, alle sorelle e alla sua stessa vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la sua croce e Mi segue non può essere mio discepolo. Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa, se ha tanto da portarla a compimento? affinché, posta le fondamenta e non potendo finire, tutti quelli che guardano non si mettano a farsi beffa di lui, dicendo: ‘Quest’uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto finire!’. O qual re, mettendosi in marcia contro un altro re per battersi in guerra, non si siede dapprima per esaminare se è capace, con diecimila uomini, di far fronte a chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda una ambasceria per domandargli le condizioni di pace. Così, dunque, chiunque di voi non rinunzia a tutte le sue sostanze, non può essere mio discepolo.”


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