Sant’Agostino di Canterbury, vescovo e confessore

Monaco dell’abbazia sul Celio, in Roma, sant’Agostino fu inviato in Gran Bretagna da san Gregorio per evangelizzare gli Anglosassoni. Si sa oggi che questa missione fu varata su espressa richiesta dei sovrani inglesi. Essi volevano che i loro sudditi potessero inserirsi nell’antica civiltà latina. Sant’Agostino con quaranta dei suoi confratelli ebbe la gioia di convertire il re di Kent Etelberto, la cui moglie era cristiana; lo battezzò il giorno di Pentecoste del 597 con un gran numero di sudditi. Lo stesso anno sant’Agostino fu consacrato vescovo e nel 601. Il Papa gli inviò il pallio con la dignità di primate d’Inghilterra. Sant’Agostino morì il 26 maggio 604 o 605. 


 Introito

(Salmo 131,9-10 e 1)

I tuoi sacerdoti, o Signore, si rivestano di giustizia e i tuoi fedeli esultino di gioia; per amore di Davide tuo servo, non respingere chi hai consacrato.

Ricordati, o Signore, di Davide e di tutte le sue sofferenze.


Lettura

(1 Tessalonicesi 2,2-9) 

 Ma dopo avere prima sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come ben sapete, abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte. E il nostro appello non è stato mosso da volontà di inganno, né da torbidi motivi, né abbiamo usato frode alcuna; ma come Dio ci ha trovati degni di affidarci il vangelo, così lo predichiamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori. Mai infatti abbiamo pronunziato parole di adulazione, come sapete, né avuto pensieri di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo. Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio.


Vangelo

(Luca 10,1-9)

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.


Meditiamo

  1. Predicare non cercando di piacere a Dio, ma agli uomini… dice San Paolo nell’Epistola.
  2. Quanto è folle l’uomo! Spesso ha più paura del giudizio degli uomini che di quello di Dio.
  3. Ha paura del mondo, ma non teme Dio.
  4. Eppure cos’è il mondo rispetto a Dio? Dio ha vinto il mondo!
  5. E’ anche su questo -o soprattutto su questo- che si misura la fede.
  6. E’ facile dire: Dio esiste… o credo in Dio e nel suo Divin Figlio… ciò che invece è faticoso è conformarsi -costi quel che costi- alla Sua Volontà.
  7. Ciò che diventa necessario è avere il coraggio di proclamarsi di Dio.
  8. E questo proclama deve essere fatto dinanzi al mondo!

Colloquio

  1. Signore, ti prego: io non voglio solo essere tuo, voglio anche che abbia il coraggio di presentarmi completamente tuo dinanzi al mondo.
  2. Fa che non cada in nessuna vergogna.
  3. Regina dello Splendore, aiutami a testimoniare la bellezza della Verità del tuo Divin Figlio dinanzi a tutti. Senza alcun rispetto umano.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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