Santo Natale 2017 – Auguri da Il Cammino dei Tre Sentieri

Cari pellegrini, il grande Leopardi (poeta che non ha la risposta religiosa, ma che tutto incentra sulla costitutiva domanda di senso che alberga nel cuore di ogni uomo) nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, parla di un pastore che guardando il cielo stellato si chiede come mai quella bellezza, e soprattutto come mai esiste quella bellezza si presenta a lui. Perché è proprio lui, è proprio la sua povera e misera persona, che sta guardando e ammirando quello stupendo spettacolo.

Ma, cari pellegrini, c’è una bellezza ancora più grande, anzi: infinitamente più grande di quella del cielo stellato; ed è la bellezza di sapere che Dio è vicino.

Non è una banalità, né una retorica. E’ una sacrosanta verità che muove il cuore dell’uomo all’interno della sua storia.

Dio si è fatto uomo. Si è fatto veramente uomo.

San Gregorio di Agrigento (559-594) scrive parlando del Verbo Incarnato: Hanno potuto vederlo con i loro occhi quando viveva e s’intratteneva in mezzo agli uomini come un uomo qualunque, mentre invece non era uno qualunque degli uomini.

Dunque, Dio veniva visto come un uomo, ma non era un uomo qualunque. Era qualcun altro.

Un qualcun altro inimmaginabile.

In questi giorni sono stati fatti degli spot in favore del presepe. Benissimo. Sono del tutto giustificati in questo clima di cristianofobia, di tolleranza religiosa a senso unico e -diciamocela tutta- di vergognoso rinnegamento dell’autentiche radici della nostra civiltà.

Ma dobbiamo anche ammettere che sono tentativi patetici. E vi diciamo subito perché.

La grande questione non è festeggiare una nascita, ma la Nascita. Qualcuno ha detto: ma perché ce l’hanno con il presepe? D’altronde cosa è il presepe se non la nascita di un bambino? Che fastidio può dare la rappresentazione di un bambino che nasce? Patetiche espressioni anche queste.

Il presepe dà fastidio non perché è la nascita di un bambino, ma perché è la nascita di un Bambino ben preciso.

D’altronde a noi cosa può interessare della nascita di un bambino (fatto certamente bello e commovente, ma nulla di più)? A noi deve interessare sapere quale bambino è nato: chi è venuto al mondo!

Di un bambino che nasce (ripetiamo: cosa bellissima) non sappiamo l’identità né cosa farà. Anche Hitler e Stalin nacquero… A noi deve interessare se colui che nasce risolverà davvero la nostra vita. Risolverà la Storia con la “S” maiuscola e anche le nostre singole e traballanti storie.

Questo è ciò che conta. E su questo i vagiti che si ascoltano dalla mangiatoia di Betlemme danno una risposta chiara: tutto è sotto controllo, tutto è all’insegna di un progetto e di una ragione. Sta a noi corrispondere.

Se le nostre singole storie non corrisponderanno e se non corrisponderanno il nostro tempo e la civiltà a cui apparteniamo, tutto fallirà.

Cari pellegrini, in quella mangiatoia c’è questo e il presepe dinanzi al quale pregherete e contemplerete questo deve dirvi.

Nulla più di questo!

Auguri da Il Cammino dei Tre Sentieri

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