Santo Natale 2019 – Auguri da Il Cammino dei Tre Sentieri

Cari pellegrini, Leopardi (poeta che non aveva la risposta religiosa, ma che tutto incentrava sulla costitutiva domanda di senso che alberga nel cuore di ogni uomo) nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, parla di un pastore che guardando il cielo stellato si chiede come mai quella bellezza, e soprattutto come mai quella bellezza si presenti a lui. Infatti, è proprio lui, è proprio la sua povera e misera persona, che sta guardando e ammirando quello stupendo spettacolo.

Eppure, cari pellegrini, c’è una bellezza ancora più grande, anzi: infinitamente più grande di quella del cielo stellato; ed è la bellezza di sapere che Dio è vicino.

Non è una banalità, né una retorica. E’ una sacrosanta verità che muove il cuore dell’uomo all’interno della sua storia.

Dio si è fatto uomo. Si è fatto veramente uomo.

San Gregorio di Agrigento (559-594) scrive parlando del Verbo Incarnato: Hanno potuto vederlo con i loro occhi quando viveva e s’intratteneva in mezzo agli uomini come un uomo qualunque, mentre invece non era uno qualunque degli uomini.

Dunque, Dio veniva visto come un uomo, ma non era un uomo qualunque. Era altro.

Un altro inimmaginabile!

Ormai da diversi Natali si deve parlare in favore del presepe. Ottima cosa in questo clima di cristianofobia, di tolleranza religiosa a senso unico e  -diciamocela tutta- di vergognoso rinnegamento dell’autentiche radici della nostra civiltà.

Ma dobbiamo anche ammettere che molti di questi tentativi sono un po’ patetici. E vi diciamo subito perché.

La grande questione non è festeggiare una nascita, ma la Nascita. Si sente dire da qualcuno: Perché ce l’hanno con il presepe? D’altronde cosa è il presepe se non la nascita di un bambino? Che fastidio può dare la rappresentazione di un bambino che nasce? Patetiche espressioni anche queste.

Il presepe dà fastidio non perché è la nascita di un bambino, ma perché è la nascita di un Bambino ben preciso.

D’altronde a noi cosa può interessare della nascita di un bambino?  E’ un fatto certamente bello e commovente, ma nulla di più. A noi deve interessare sapere quale bambino è nato: chi è venuto al mondo!

Di un bambino che nasce (ripetiamo: cosa bellissima) non sappiamo l’identità né cosa farà. Anche i più grandi criminali della storia un giorno nacquero. A noi piuttosto deve interessare se colui che nasce risolverà davvero la nostra vita. Risolverà la Storia con la “S” maiuscola e anche le nostre singole e traballanti storie.

Questo è ciò che conta. E su questo i vagiti che si ascoltano dalla mangiatoia di Betlemme danno una risposta chiara: tutto è sotto controllo, tutto è all’insegna di un progetto e di una ragione. Sta a noi corrispondere.

Se le nostre singole storie non corrisponderanno e se non corrisponderanno il nostro tempo e la civiltà a cui apparteniamo, tutto fallirà.

Cari pellegrini, in quella mangiatoia c’è questo e il presepe, dinanzi al quale pregherete e contemplerete, questo deve dirvi.

Nulla più di questo!

Auguri da Il Cammino dei Tre Sentieri


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1 Comment on "Santo Natale 2019 – Auguri da Il Cammino dei Tre Sentieri"

  1. Tanti auguri di un santo Natale a voi che quotidianamente siete un vero faro nella notte. Il professor Gnerre e ogni pellegrino sono nelle mie preghiere. Possa Dio darci la forza di non cedere alle logiche e lusinghe del mondo, pronti a testimoniare sempre e con serena fiducia che l’Incarnazione è la Luce che arriva a illuminare l’uomo nella sua notte, che chiunque è smarrito – specialmente di questi tempi – reca in sé la sete di Dio, così come Dio ha sete dell’uomo. Che la nostra Madre e Regina celeste ci sia sempre a fianco nei momenti tormentati e in cui ci troviamo spossati dalla guerra quotidiana al peccato e alla pusillanimità.

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