Santo Padre, desideriamo un chiarimento su una cosa che Scalfari ha recentemente detto sul suo pensiero

Caro Santo Padre, le scriviamo in merito all’ultima intervista che ha rilasciato al giornalista Eugenio Scalfari e che il quotidiano Repubblica ha pubblicato il giorno 8 luglio scorso.

Tralasciamo alcuni punti che hanno tenuto banco nei resoconti giornalistici, ci vogliamo invece soffermare su un altro punto che non avuto per nulla o quasi risonanza.

Scalfari oltre la metà dell’intervista dice: “Lei mi ha detto in un nostro precedente colloquio che tra qualche millennio la nostra specie si estinguerà. In quel caso le anime che ora godono della beatitudine di contemplare Dio ma restano distinte da Lui, si fonderanno con Lui. A questo punto la distanza tra trascendente e immanente non esisterà più. E quindi, prevedendo questo evento, la scomunica (si riferisce al pensiero dell’immanentista Spinoza) si può già da ora dichiarare esaurita. Non le sembra, Santità?”

Risposta sua: “Diciamo che c’è una logica in ciò che lei propone, ma la motivazione poggia su una mia ipotesi che non ha alcuna certezza e che la nostra teologia non prevede affatto. La scomparsa della nostra specie è una pura ipotesi e quindi non può motivare una scomunica emessa per censurare l’immanenza e confermare la trascendenza”.

Ancora Scalfari: “Se Lei lo facesse, Santità, avrebbe contro di sé la maggioranza della Chiesa?”

Risposta sua: “Credo di sì, ma se solo di questo si trattasse ed io fossi certo di ciò che dico su questo tema, non avrei dubbi, invece non sono affatto certo e quindi non affronterò una battaglia dubitabile nelle motivazioni e persa in partenza.”

Ella, Santo Padre, giustamente risponde che su questo non ha mai pensato di farne una sorta di “verità di fede” perché si tratta di una sua personale opinione.

La questione però è un’altra e la esprimiamo in una domanda: cosa significa che l’umanità si estinguerà?

Se Ella intende che un giorno questo mondo dovrà finire, allora siamo nell’ambito del Credo e va bene. Ma sembrerebbe che Ella intenda qualcos’altro, tant’è che quando Scalfari arriva a delle conclusioni di estinzione totale dell’individualità umana anche nella vita ultraterrena, Ella non risponde e sembra confermare che questa sarebbe la lettura da dare alla sua personale opinione.

La cosa, Le diciamo francamente, caro Santo Padre, ci preoccupa non poco. Certamente è giusto che si coltivino delle personali opinioni, ma sempre nell’ambito della Verità Cattolica e sappiamo che ci sono contenuti nella Dottrina suscettibili di discussione teologica. Ciò che però non ci sembra giusto è che si possano coltivare da parte di un cattolico, men che meno da parte di un Romano Pontefice, personali opinioni che di cattolico non hanno nulla. Perché, va da sé, che in Paradiso la visione beatifica che tocca le anime non annulla la differenza ontologica tra la creatura e il Creatore. In Paradiso la creatura rimane creatura e il Creatore rimane Creatore. A meno che non si vogliano sposare tematiche alla Teilhard de Chardin, già ampiamente condannate dalla Chiesa.

Ci sembra pertanto opportuno, caro Santo Padre, che la Sala Stampa Vaticana chiarisca su questo punto che è stato così poco evidenziato, ma per chi lo ha letto potrebbe ingenerare più di qualche equivoco. E’ possibile infatti che l’articolo di Scalfari non sia stato offerto alla Sua lettura prima della pubblicazione.

La salutiamo, invocando la sua Paterna Benedizione

Il Cammino dei Tre Sentieri

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