Sarebbe da sciocchi illudersi per queste elezioni

A proposito della recente tornata elettorale offriamo delle utili, concise e convincenti considerazioni tratte da facebook, a firma di Massimo Viglione

Vedo molti esultare per la brutta sconfitta del M5S e in parte del PD.
E vedo molti esultare sulla presunta vittoria del Centrodestra.
Ma possibile che ancora non capite che non esiste nessun centrodestra? Che quello che voi chiamate centrodestra è – specie dal 2011 in poi e sempre più – una costola del centrosinistra? Che il “leader” del centrodestra è oggi più asservito al male del leader del PD?
Ci possono essere dei singoli politici; ci può essere del buono in qualche partito; ma nell’insieme, la politica italiana non esiste più: è tutto un gioco delle parti comandato da una sola forza.
Se i francesi, che sono almeno un poco meno policamente idioti di noi italiani, si sono totalmente suicidati dandosi anima e corpo a Soros e soci, come potete pensare che gli italiani siano liberi di avere un’opposizione vera?
Politicamente è tutto finito. E’ tutto da ricostruire. Tutto.
E non con il centrodestra, ma con qualcosa di completamente nuovo.
E’ fin troppo facile prevedere che nulla cambierà: né il gender, né l’invasione, né la situazione economica, né qualsiasi altra cosa.. E quindi è inutile esultare. Bisognerebbe lottate invece.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

il Cammino dei Tre Sentieri

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1 Comment on "Sarebbe da sciocchi illudersi per queste elezioni"

  1. Silvio Turri Bruzzese | 13 giugno 2017 at 14:23 | Rispondi

    Assolutamente d’accordo con il Prof. Viglione.
    Questa insipiente “esultanza” mi sembra purtroppo l’esito degenerato di una politica ridotta a scontro fra fazioni dietro alla quale hanno prosperato interessi personali e lobbistici.
    Per cambiare questo stato di cose, tuttavia, mi sembra indispensabile prendere coscienza della necessità di una vera rivoluzione culturale, oltre che morale e spirituale, che investa la generalità dei cittadini, e che comporti lo sbocciare finalmente del senso del bene collettivo come superiore, in certi casi, al proprio interesse personale. Un senso del bene collettivo che renda patrimonio della maggioranza l’idea che l’onestà, la responsabilità, la necessità di rendere conto agli elettori siano caratteri prepolitici di cui tutti gli eletti, a prescindere dagli orientamenti, debbano essere dotati.
    Ed a questo punto, infine, poter decidere su quale barricata prendere posto, scegliendo la visione della vita e della società che riteniamo migliore per i nostri figli ed i nostri nipoti, sapendocene assumere le conseguenze.
    Per quanto mi riguarda, ho già scelto con Chi stare.

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