SELEZIONE CATTOLICA – La Chiesa Cattolica siriana insiste: non fatevi ingannare da notizie di propaganda

Fonte: lastampa.it

Titolo: Siria, il vescovo: “Chi ha coronato Trump arbitro del mondo?”

Autore: Salvatore Cernuzio

«Chi ha coronato Donald Trump arbitro e gendarme del mondo? Chi è il presidente degli Usa per decidere senza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu?». Il vescovo libanese Georges Abou Khazen, vicario di Aleppo per i cattolici di rito latino, è «sconcertato» per la notizia dell’attacco di 59 missili Tomahawk degli Stati Uniti contro la base siriana di Shayrat, nella provincia di Homs. Un colpo di grazia ad un Paese che da sei anni vive sotto il giogo di una cruenta guerra civile, devastato nei giorni scorsi dall’attacco chimico a Idlib che ha provocato la morte di 86 civili, dei quali uno su tre è un bambino. Raggiunto da Vatican Insider, il vescovo esprime tutto il suo dolore, la sua rabbia, la sua speranza.

Come giudica l’azione militare del presidente Trump?

«Noi, come Chiesa siriana, condanniamo ogni sorta di violenza da qualsiasi parte essa venga. La cosa che più mi sorprende e mi sconcerta è che la sera prima l’ambasciatrice degli Stati Uniti intervenendo al Consiglio di Sicurezza Onu ha detto che sull’attacco a Idlib ancora non c’era nulla di certo o di chiaro. All’alba del giorno dopo però è arrivato l’attacco! Perché? Perché non è venuta una commissione d’inchiesta come ha chiesto la Siria per sapere esattamente quello che è successo? Chi è il presidente per decidere senza il Consiglio di Sicurezza Onu? Chi l’ha coronato arbitro e gendarme del mondo? E tutti i crimini commessi dagli Usa e dai francesi in Siria e in Iraq che hanno causato la morte di centinaia di civili ed il mondo non ha aperto bocca…? È stato uno sbaglio».

Qual è la situazione nel Paese dopo l’attacco Usa?  

«La distruzione della infrastruttura in Siria da parte degli americani – più di 32 ponti e la diga di Tabbka sull’Eufrate bombardata, la quindicesima al mondo come capacità – ha messo completamente fuori uso tutto il sistema elettrico. Il presunto attacco chimico è una scusa, come tante che abbiamo già sentito in passato in Libia, in Iraq… Gli Stati Uniti stanno occupando insieme all’Isis tutti i giacimenti di petrolio e di gas in Siria. Da notare che pochissimi minuti dopo l’attacco americano è incominciato l’attacco dei jihadisti dello Stato Islamico e di al Nusra».

E la gente? Come vive la popolazione questa nuova situazione di terrore?  

«È indignata e allo stremo per questa nuova ondata di violenza. Ma continua ugualmente a vivere e sopravvivere. A testa alta, con dignità».

Come Chiesa come vi state muovendo?

«Cerchiamo di stare vicino a tutti: uomini, donne, bambini, anziani. Cerchiamo di dare conforto con la nostra presenza e con gli aiuti umanitari che offriamo in tutti i campi».

Sono anni che lei vive questi drammi. Qual è il suo stato d’animo? Ha mai pensato, ad esempio, di andare via dal Paese?  

«Grazie a Dio non ho mai pensato di fuggire. Anzi queste tragedie mi legano sempre di più a questo popolo e a questa terra».

Onestamente, per la Siria è la fine o c’è ancora una speranza?  

«La Pasqua è alle porte e questo ci infonde gioia e speranza. Ci nutriamo di speranza… La speranza che il mondo non ci abbandoni, lasciandoci senza interventi o aiuti di nessun genere, e che non passino più armi per distruggere la vita della gente».

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