SELEZIONE CATTOLICA – Il metropolita siro-ortodosso di Aleppo: “Assad ci ha detto di non aver paura”

FONTE. 30giorni.it

TITOLO: «Assad ci ha detto: non abbiate paura» Intervista a Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, metropolita siro-ortodosso di Aleppo

AUTORE: Gianni Valente

Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, metropolita siro-ortodosso di Aleppo, è il vescovo più intraprendente della sua Chiesa orientale ormai diventata una Chiesa della diaspora. L’anziano patriarca Mar Ignatius Zakka I (che partecipò come osservatore al Concilio ecumenico Vaticano II) risiede nei pressi di Damasco. Ma la maggior parte dei fedeli ormai vivono in Europa e America.

Il muftì di Aleppo Mahmoud Akkam e il metropolita siro-ortodosso Mar Gregorios

La fuga dall’Iraq ha coinvolto anche i fedeli della vostra Chiesa.
MAR GREGORIOS: Qui in Siria hanno trovato rifugio 1.500 famiglie delle nostre comunità. Sono fuggite dopo gli episodi di violenza che hanno colpito le nostre chiese e i nostri preti. Come il sacerdote Paulos Eskandar, trovato decapitato lo scorso 11 ottobre a Mosul dopo che era stato rapito ed era arrivata una richiesta di riscatto.
La Siria è il primo posto dove si rifugiano i cristiani quando fuggono dai pericoli e dagli attacchi subiti nei propri Paesi.
MAR GREGORIOS: Sarà per la mentalità, per la condizione storica, per il ruolo assunto dal governo, ma qui i cristiani che fuggivano da situazioni difficili hanno sempre trovato una situazione diversa. Ricordo che qualche anno fa una delegazione di armeni ha girato il nord del Paese rilasciando attestati di stima e di ringraziamento alle popolazioni della regione per come avevano accolto i loro avi in fuga dalla Turchia.
Eppure la politica della Siria è sempre sotto accusa da parte di circoli occidentali. A cominciare dal ruolo che ha giocato in Libano.
MAR GREGORIOS: Si tratta di una questione complessa. In tanti anni di presenza siriana in Libano ci sono stati certo degli sbagli. Ma non credo che i sentimenti e le polemiche antisiriane siano giustificabili. Soprattutto se si ha come termine di confronto il caos politico e la guerra civile.
Come ha inciso l’ultima guerra in Iraq sulla condizione dei cristiani in Medio Oriente?
MAR GREGORIOS: Tutte le guerre alimentate in questa regione hanno avuto conseguenze terribili per i cristiani di qui. Il 50 per cento dei cristiani in Iraq hanno già lasciato il Paese, l’esodo continua e quasi nessuno di loro tornerà. Gli ignoranti e i rozzi dicono che i cristiani di qui sono alleati dei “crociati” che ci attaccano dall’Occidente. E noi paghiamo. Ma nelle nostre comunità c’è forte il senso che il cristianesimo non è una cosa d’importazione. Non è arrivato qui da Roma o dall’America. Qui hanno vissuto e operato san Paolo e altri apostoli, sant’Efrem, san Giovanni Damasceno. I cristiani erano qui prima dei musulmani. È un dato di fatto che nessuno può negare.
Con che occhio guardate alla politica di Bashshar al-Assad?
MAR GREGORIOS: Lui e il padre hanno manifestato simpatia per cristiani. La Pasqua scorsa è venuto lui stesso a pranzare con i patriarchi e i vescovi della Siria per dire ai cristiani una parola rassicurante, di non avere paura di questo momento delicato. Non era mai successo. Parla sempre bene del cristianesimo. Anche quando ha accolto il Papa in Siria ha detto cose bellissime del cristianesimo. E ai funerali di Giovanni Paolo II ha inteso rappresentare anche tutti i cristiani di Siria.
Secondo alcuni osservatori c’è una specie di “alleanza” tra la minoranza cristiana e il gruppo che detiene il potere, appartenente alla minoranza musulmana alawita.
MAR GREGORIOS. La nostra amicizia vale per tutti. Non facciamo differenze tra alawiti, sunniti, ebrei.
Gli apparati di sicurezza tengono sotto controllo anche le attività dei capi religiosi.
MAR GEGORIOS: Ma questo vale per tutti. E non mi sembra uno scandalo. Ogni capo religioso se va all’estero quando torna è invitato a raccontare quello che ha fatto. Ma noi sappiamo che i problemi nascono quando non si è chiari, sinceri, quando si è ambigui. E noi non abbiamo niente da nascondere. Siamo trasparenti fuori e dentro.
Lei ha citato il discorso che il presidente siriano rivolse a Giovanni Paolo II durante la visita del Papa in Siria. Ma di quel discorso tutti ricordano le dure parole contro Israele…
MAR GREGORIOS: Gli israeliani sono ancora i nostri avversari. Occupano le alture del Golan. Si capisce perché il presidente usò quei toni. Quando saranno cambiate le cose cambieranno anche le parole.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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