SELEZIONE CATTOLICA – La musica celestiale composta da Santa Ildegarda di Bingen, mistica del XII secolo

fonte: aleteia.org – di Valerio Evangelista.

“Il corpo, in verità, è il vestito dell’anima, che ha una viva voce e perciò è giusto che il corpo, attraverso la voce, canti con l’anima lodi a Dio” – Hildegard von Bingen

Ildegarda di Bingen nacque in Assia Renana, nel 1098. Dalla salute fortemente cagionevole, ad otto anni fu messa in convento e tra il 1112 e il 1115 prese i voti.

Sin dalla più tenera età Ildegarda ebbe delle visioni, che definiva “non del cuore o della mente, ma dell’anima” e di cui iniziò a parlare e a scrivere soltanto intorno ai quarant’anni.

Nel 1150 fondò il monastero di Rupertsberg, non più esistente, e nel 1165 un monastero ad Eibingen, ancora oggi florido centro religioso-culturale. Nella chiesa si possono ammirare dei bellissimi affreschi, che ritraggono gli episodi più intensi della vita di Ildegarda.

Grande studiosa, approfondì i testi dell’enciclopedismo medievale di Dionigi l’Areopagita e di Agostino, e si occupò principalmente di teologia, musica e medicina.

Una piuma abbandonata al vento della fiducia di Dio

Proficua scrittrice, di Sant’Ildegarda hanno ottenuto grande notorietà i testi profetici (tra cui lo Sci vias e il Liber Vitae Meritorum), due trattati enciclopedici sulla scienza medica e botanica dell’epoca (Physica e Causae et curae), numerose lettere di ordine spirituale e la sua raccolta musicale Symphonia harmoniae celestium revelationum.

Donna coraggiosa, questa monaca benedettina non ebbe timore di entrare in contrasto con il clero della Chiesa cattolica del tempo, e fu – sia nella musica che in altri campi da lei affrontati – grande innovatrice e sperimentatrice. Pur non avendo alcuna conoscenza musicale, nelle sue composizioni infranse infatti i limiti delle morbide forme stilistiche dei compositori a lei contemporanei, ed è ancora oggi ricordata per la grande estensione vocale riscontrata nei suoi canti, che talora supera addirittura le due ottave.


Ildegarda, che si definì “una piuma abbandonata al vento della fiducia di Dio”, di se stessa affermò: “Composi anche canzoni e melodie in lode di Dio e dei Santi, senza che nessuno me lo insegnasse, e le cantavo, anche se nessuno mi aveva insegnato la notazione musicale e il canto“.

E per la santa tedesca è proprio la musica il mezzo per eccellenza di unione tra l’uomo e Dio, ricreando sulla terra l’armonia perduta e consentendo di immaginare l’armonia che verrà alla fine dei tempi.

Ancora oggi, dopo molti secoli, la vita e le opere di questa donna straordinaria sono di grande ispirazione.

Vi proponiamo una parte della sua corposa attività di compositrice. Buon ascolto!

 Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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4 Comments on "SELEZIONE CATTOLICA – La musica celestiale composta da Santa Ildegarda di Bingen, mistica del XII secolo"

  1. Che bellezza e che dono ‘celestiale’ questa sua scelta, Professore. Domani alla Messa (e sempre, e in ogni preghiera canterò con questa rinnovata consapevolezza: “Il corpo, in verità, è il vestito dell’anima, che ha una viva voce e perciò è giusto che il corpo, attraverso la voce, canti con l’anima lodi a Dio”.
    Spero che molti altri possano vedere e ascoltare questa musica che semplicemente eleva l’anima tutta. Talmente celestiale che non è necessario essere intenditori per gustarla e lasciarsi trasportare in alto. E se l’anima vola alto, anche la vita diventa alta. Penso in particolare ai giovani: che non si lascino andare verso il basso,che mirino ad essere contenti e non ad accontentarsi. La preghiera sarà anche per loro.
    A lei buona domenica di tutto cuore,
    Carmela

    • Cara suor Carmela,
      la ringrazio. Sono d’accordo su ciò che dice a proposito dei giovani, che hanno in sé un costitutivo desiderio di “volare alto”. Guai a noi, adulti, se sopprimiamo loro questo desiderio proponendo soluzioni di vita appiattite sull’immanente.
      Santa Domenica anche a lei.
      Corrado Gnerre per Il Cammino dei Tre Sentieri

  2. Che bellezza e che dono ‘celestiale’ questa sua scelta, Professore. Domani alla Messa (e sempre, e in ogni preghiera) canterò con questa rinnovata consapevolezza: “Il corpo, in verità, è il vestito dell’anima, che ha una viva voce e perciò è giusto che il corpo, attraverso la voce, canti con l’anima lodi a Dio”.
    Spero che molti altri possano vedere e ascoltare questa musica che semplicemente eleva l’anima tutta. Talmente celestiale che non è necessario essere intenditori per gustarla e lasciarsi trasportare in alto. E se l’anima vola alto, anche la vita diventa alta. Penso in particolare ai giovani: che non si lascino andare verso il basso,che mirino ad essere contenti e non ad accontentarsi. La preghiera sarà anche per loro.
    A lei buona domenica di tutto cuore,
    Carmela

    • Cara suor Carmela,
      la ringrazio. Sono d’accordo su ciò che dice a proposito dei giovani, che hanno in sé un costitutivo desiderio di “volare alto”. Guai a noi, adulti, se sopprimiamo loro questo desiderio proponendo soluzioni di vita appiattite sull’immanente.
      Santa Domenica anche a lei.
      Corrado Gnerre per Il Cammino dei Tre Sentieri

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