Guardando …i propri passi

Rubrica a cura di Corrado Gnerre


La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti.


Osservare i propri passi.

Lo sguardo basso, mentre si avverte se stessi procedere lungo il cammino.

Se c’è fatica, essa acquista un senso nel desiderio di arrivare.

La vita è questo cammino: un procedere a passi lenti e a volte veloci.

E’ un procedere guardando i propri passi. Ma con il rischio che il guardare in basso diventi l’unica prospettiva possibile e che non si creda che ci sia una mèta desiderata.

Se però c’è la mèta, allora il desiderio di raggiungerla conforta; e il poggiare i propri passi sulla terra, anche sulle pietre più ruvide e scomode, diventa un procedere morbido…  e quello stesso cammino, fatto di terra torbida, diventa come un pulitissimo specchio dove si riflette l’azzurro intenso del Cielo… dove si riflette la Speranza.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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