Si dice che tutte le culture sarebbero uguali… leggi questo articolo su società afghana e pedofilia

da occhidellaguerra.it – di Luca Fortis

Aslon Arfa è uno dei più importanti fotoreporter iraniani. Ha lavorato oltre che in Persia, in Afghanistan e Iraq, in moltissimi altri Paesi. Ha fatto degli splendidi reportage su temi molto complessi da raccontare, come la pedofilia, la droga e la guerra. Gli Occhi della Guerra lo ha incontrato a Teheran per una lunga intervista. Ecco la prima parte.

Su che progetti hai lavorato in Afghanistan?

Il progetto più lungo è stato quello sui problemi che i minori affrontano nel paese, una parte è sulla pedofilia, una sulle malattie genetiche dovute ai matrimoni tra consanguinei e un’altra sull’istruzione.

La pedofilia è tollerata in Afghanistan?

Purtroppo sì, i ricchi hanno la tradizione di comprare bambini e di travestirli da donne per farli danzare. Siccome le donne non possono ballare, usano i bambini per farlo, vestendoli da ballerine e poi li usano come schiavi sessuali. Di solito li prendono negli orfanotrofi o li comprano dalle famiglie molto povere. Usualmente hanno tra i nove e i sedici anni. Li chiamano i ragazzi senza la barba, appena gli cresce li abbandonano. Usano dire che le donne sono per fare figli e i ragazzini per il piacere sessuale. I religiosi fanno finta di non vedere, dovunque si vendono i video dei ragazzini che ballano. Addirittura molti funzionari governativi o politici possiedono piccoli harem di bambini.

Cosa gli accade quando diventano adolescenti?

È difficile a dirsi, per quel poco che mi hanno concesso di parlare con loro o per i racconti che mi hanno fatto gli ex bambini ballerini, molti sembrano dare per scontato il loro destino. Non è stato affatto facile venire in contatto con loro. Appena la gente sa che sei un giornalista e che vuoi incontrarli, si impaurisce perché sa che vuoi mostrare negativamente quello che loro pretendono essere una tradizione. Trovare qualcuno che mi facesse accedere ai ragazzini e fotografarli, è stato difficilissimo. Tutti ammettono di conoscere il fenomeno, ma ti dicono che i bambini non si possono fotografare. Inoltre, tentano di sostenere che sia una tradizione portata avanti soprattutto dai talebani, ma non è affatto vero. Anzi mi sembra che siano soprattutto le fazioni del Nord a farlo.

Chi compra i bambini?

Signori della guerra, Khan locali e persone ricche. Quello che mi permise di fotografare i suoi ragazzini era un narcotrafficante. So che qualche tempo dopo sono entrati nella sua casa e hanno ammazzato lui e tutta la sua famiglia. Non so se per ragioni di narcotraffico o altro. Devi essere comunque ricco per comprare i bambini, dargli da mangiare, vestirli e tutto il resto. Durante le feste li mostrano mentre ballano, come trofei.

La società accetta la pedofilia?

Non si scandalizzano, non la denunciano.

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Nei tuoi reportage sui problemi dei bambini li hai fotografati anche negli ospedali

In Afghanistan, si pensa che per colpa di matrimoni all’interno dello stesso nucleo familiare, i bambini hanno un’incidenza anomala di problemi di cuore. Esiste una malattia, piuttosto rara nel resto del mondo, che provoca lesioni al cuore. Per i medici è difficile parlarne perché viene vista come una denuncia contro i matrimoni imposti dalle famiglie. Prima i bambini venivano mandati in Iran per operarsi, altri in Tagikistan, o Pakistan. Ma ora esiste una Ong francese che ha un ottimo ambulatorio per operarli in Afghanistan. Anche la Mezzaluna Rossa si è attrezzata per farlo.

Hai fotografato i bambini anche nelle scuole

Sì, per dare un po’ di speranza. Per migliorare la situazione degli afghani l’educazione è fondamentale. Oggi per fortuna esistono alcune ottime scuole e università, private come statali. Le Ong hanno poi buoni progetti per i bambini.

 Hai fatto anche reportage sulla guerra. Com’è la situazione nel Paese?

Da quando gli americani hanno se ne sono andati, la situazione è peggiorata. Molta gente non li amava affatto, ma allo stesso tempo temeva che la situazione sarebbe peggiorata dopo la loro partenza, cosa che è accaduta puntualmente.  Da iraniano e capendo la lingua, mi sono sempre mosso senza grandi problemi, camminando per strada e parlando con le persone. Ultimamente ho cominciato però a percepire un netto peggioramento. La capacità di garantire la sicurezza delle forze afghane non è minimamente paragonabile a quella degli americani o delle forze internazionali. Tanto che il governo Afghano ha intavolato trattative con i talebani per trovare una soluzione pacifica.

Gli afghani si fidano di più di un reporter iraniano o di uno occidentale?

Dipende, molti di loro si sono rifugiati in Iran durante la guerra e hanno dei sentimenti molto contraddittori nei confronti degli iraniani. Dipende un po’ da come sono stati trattati. Ma parlando la stessa lingua, soprattutto nel Nord, ci sono alcune facilitazioni. Però è anche vero che moltissimi afghani, come tanti iraniani, in realtà adorano gli occidentali.

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